Leopoldo Roman

Biografia

Riporto due citazioni di Roberto Saviano e Martin Luther King che condivido al cento per cento:
"Due sono le grandi sventure per chi vuol vivere in Italia: il talento e l'onestà. In mancanza di questi la vita è dolce in questo paese!"
"Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, bensì il silenzio spaventoso delle persone oneste".

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L' Uomo Nero e la bicicletta blu - Eraldo Baldini

Una tenera e bella storia di ricordi d’infanzia ambientata in un immaginario paese della Romagna. Il protagonista è Gigi, allora dodicenne, nel frattempo cresciuto e divenuto un importante giornalista con una sua impegnativa e vivace vita privata, che rammenta di quando era bambino, figlio di un fallito commerciante di bestiame che viveva in una modesta casa di campagna nelle basse del fiume Po e che desiderava più di ogni altra cosa una bella bicicletta blu. Bambino triste ed introverso disposto a qualsiasi lavoro pur di raggranellare i soldini necessari ad acquistarla. Simpatici, strambi ed imprevedibili i personaggi che lo circondano. Dal nonno grande invalido di guerra, al cugino Luciano, ballista piantagrane di prima categoria. Dagli amici Sergio detto Puzzola e Paolino, leggermente ritardato, al brutto Gino Rospo ed alla vecchia Tugnina, narratrice di fiabe in cui spesso compariva l'uomo nero. Poi ad un certo punto entra di prepotenza nella vita di Gigi la bella e dolce Allegra, figlia del direttore della banca del paese, ma assolutamente semplice e deliziosamente carina nei suoi confronti. Purtroppo in un maledetto pomeriggio di ottobre del 1963, proprio nei giorni della tragedia del Vajont, la storia ha un crescendo inaspettato sia nel ritmo narrativo, che nell’evoluzione della vicenda perché di Allegra rimane solo la bicicletta abbandonata sulla riva del fiume ed improvvisamente Gigi scopre che la sua infanzia è finita.

Sorgo rosso - Mo Yan

Questa è la storia del bandito Yu Zhan’ao e della sua famiglia allargata, ambientata nella Cina nord orientale dagli anni venti agli anni settanta del secolo scorso. Comincia con il descrivere le scorrerie dei banditi protetti nelle loro incursioni dalle sterminate distese dei campi di sorgo rosso, è incentrata nella cruenta resistenza dei vari eserciti locali all’invasione giapponese e termina con la rivoluzione culturale degli anni settanta. Sono molto ben descritti gli usi ed i costumi della popolazione locale, che ha nella lavorazione del sorgo la principale ed a volte unica fonte di sostentamento. Una popolazione rude con usi e costumi ancora medioevali ed abituata alle lotte più cruente sia contro gli invasori, ma anche contro le varie bande locali spesso organizzatesi in eserciti di liberazione dal nemico. E’ la morte che fa sempre da sfondo ad ogni passaggio cruciale del romanzo. E’ la violenza che caratterizza ogni atto del protagonista. Una riedizione un po’ meno fantastica di “Cent’anni di solitudine”, dove anche la scelta di non dare continuità temporale alla storia, ma di intercalare fra loro vari episodi avvenuti in tempi diversi, anticipando l’evolversi dei fatti successivi, ha una sua originalità.

Eccomi - Jonathan Safran Foer

Eccomi, finalmente sono riuscito a finirlo. E’ stata un’impresa, la quarantena coronavirus mi ha aiutato, ma alla fine ce l’ho fatta. Che dire? Giudicarlo un libro dell’anno, sicuramente è stato eccessivo. Certo contiene delle pagine di alta letteratura e più di qualche volta esprime concetti anche molto profondi, ma è troppo prolisso e ripetitivo per poterlo consigliare. Dedicare oltre 600 pagine alla descrizione di un complesso rapporto di coppia, dove comunque non si riesce mai ad afferrare cosa vogliono i protagonisti, confusi nelle scelte da fare, sempre incerti se seguire i propri istinti o i dettami della religione che professano, quella ebraica, ma senza mai esserne completamente convinti, è decisamente troppo. Per non parlare dei ritratti dei tre loro figli, genietti in miniatura, sempre con le battute pronte, ovviamente destinati ad un futuro radioso. L’ho letto perché questa vicenda si inseriva in un ipotetico evento geopolitico in un’area sempre al centro dell’attenzione del mondo: la distruzione di Israele in seguito ad un forte terremoto e ad una successiva guerra scatenata dai paesi arabi, cui doveva seguire una chiamata in patria di tutti gli ebrei sparsi per il mondo. Chiamata, la cui risposta ha dato il titolo al libro. C’è stata da parte del protagonista? Arrivate anche voi alla fine e lo capirete.

E Johnny prese il fucile - Dalton Trumbo

In questi giorni di reclusione forzata per la pandemia del coronavirus, mi sono riletto, dopo molti anni, questo manifesto dell’antimilitarismo americano, che tante discussioni ha sollevato oltre oceano allo scoppio della seconda guerra mondiale, quando venne addirittura ritirato, ma soprattutto in occasione di quelle in Corea e Vietnam. Gli sforzi sovrumani di Joe Bonham di comunicare con il resto del mondo, ridotto a moncherino deturpato ed inguardabile, da un isolato lettino di un ospedale militare, hanno dato vita a delle struggenti pagine di letteratura che non possono non lasciarti un ricordo indelebile. Di più, ti colpiscono come una fucilata. Joe in guerra ci era andato, poco convinto, ma consapevole di dover fare il proprio dovere di cittadino americano. Si era anche comportato bene. Forse era stato anche decorato. Purtroppo una bomba proprio alla fine della prima guerra mondiale lo ha straziato completamente. Numerosi interventi chirurgici, quasi sperimentali, gli hanno salvato la vita, ma di lui si son perse gambe e braccia e mezza faccia, tanto che era diventato cieco, sordo e muto. Inoltre aveva perso anche l’identità. Nessuno conosceva nemmeno il suo nome. Un milite vivo, ma ignoto. L’unico modo di comunicare con il mondo esterno, le vibrazioni che procuravano i movimenti delle infermiere che lo accudivano e che il suo corpo rilevava, e da parte sua i movimenti della testa. E così ha trascorso anni, non sa quanti, perché gli era venuta a mancare anche la nozione del tempo. Poi finalmente l’intuizione di una dolce infermiera che ha capito che i suoi movimenti di testa non erano altro che messaggi con l’alfabeto Morse. Ecco allora tutti attorno al suo letto per capire chi era. Ma lui voleva solo essere liberato da quella vita e i capi militari tutto quello che hanno saputo rispondergli era che la sua richiesta era contro i regolamenti. Con la forza della disperazione ha cominciato a battere incessantemente la testa: “Perché? Perché? Perché? Ed improvvisamente capì. Ebbe una visione di se come un nuovo tipo di Cristo che porta dentro di sé tutti i germi di un ordine nuovo delle cose. Era il nuovo messia dei campi di battaglia che diceva alla gente così come sono io sarete anche voi. Perché lui aveva visto il futuro l’aveva provato ed adesso lo stava vivendo.” Nel 1939, dieci giorni dopo la pubblicazione del libro, Hitler invase la Polonia. Nel dicembre del 1941 gli Usa entrarono in guerra ed il libro venne fatto sparire. Donald Trumbo era stato profetico.

Meraviglia - Francesco Vidotto

Mi sono mancate le montagne del Cadore, con la loro selvaggia atmosfera e la durezza del vivere, in questo riuscito romanzo d’amore adolescenziale di Francesco Vidotto. In compenso sono rimaste sempre nel cuore del suo protagonista Lorenzo, che alla fine della storia, ha voluto ritornarvi a vivere in pace con la sua anima, finalmente rasserenata e con una compagna, che è stata l’ultimo dono della sua amata Lavinia. Che dire di questa ragazza forte, bella, sfuggente, impegnativa che lo ha spesso salvato in un ambiente a lui ostile, che gli ha indicato la strada quando lui l’aveva smarrita, che lo ha amato quando meno se lo aspettava, che si è fatta ritrovare quando pensava di averla smarrita per sempre e per giunta con una sorpresa stupefacente. Una di quelle che Vidotto ormai ci ha abituato a trovare all’epilogo delle sue storie che, apparentemente semplici, non sono però mai banali. Anzi sono spesso impetuose e ricche di riflessioni esistenziali.

R: Oceano - Francesco Vidotto

Oceano doveva nascere prima di attraversare il mare per raggiungere le Americhe, ma i suoi genitori, poveri in canna, consapevoli che non ce l’avrebbe mai fatta a sopravvivere, hanno deciso di lasciarlo nella terraferma, dandolo in adozione ad una famiglia senza figli. Qui, ben accetto dal padre, ha trovato invece freddezza nella madre, specialmente dopo che la famiglia è stata allietata dalla nascita di una figlia naturale, di nome Italia. Oceano, gran lavoratore, remissivo di natura, ha sempre avuto un grande rispetto per la madre nonostante questo non fosse ricambiato e si è molto affezionato anche alla sorellastra alla quale ha promesso futura protezione, specialmente dopo l'inaspettato suicidio del padre. Un affetto che si è ulteriormente rinforzato fino a divenire amore, specialmente dopo che la madre si è accompagnata con un uomo alcolizzato, rude e violento, che non perdeva occasione per umiliarla e violentarla anche in presenza dei ragazzi. Ovviamente l’amore tra i fratellastri è stato visto come la violazione di un tabù nell’ambito di quella comunità retrograda e conservatrice, ma come in tutte le belle fiabe ci sono stati degli sviluppi positivi che Oceano, una volta invecchiato ed ormai prossimo alla demenza, ha voluto raccontare all’autore che con grande maestria li ha tradotti in questo piacevole romanzo, raccontato quasi in prima persona.

Siro - Francesco Vidotto

E’ bravo Francesco Vidotto a rintracciare tutte queste storie nei meandri dei suoi monti. Vere? Inventate? Che importanza ha, l’importante è che siano belle e che ti prendano. Come quella del pastore Siro, rintracciata in una soffitta abbandonata e ricostruita minuziosamente, contenente un passato difficile e a volte tragico, con un grande amore non corrisposto per i retaggi di un ambiente pieno di pregiudizi atavici. Una storia senza futuro per il protagonista, remissivo per natura fino alla fine della sua vita, per il bene di una persona a lui tanto cara, ma che gli resterà estranea per sempre perché quello è il destino che tocca agli ultimi. Perché Siro, il pastore con la passione della scrittura, pur vivendo nei meravigliosi ambienti della montagna bellunese, resterà per sempre un solitario, quasi eremita in una malga con le sue pecore, spesso consolato dai fumi di un fiasco di vino, come quello che aveva a fianco nella panchina, dalla quale ha visto per l’ultima volta il cielo azzurro delle sue montagne.

Un bellissimo novembre - Ercole Patti

Potremmo anche definirlo i dolori del giovane Nino alle prese con le prime esperienze d’amore con la zia Cettina, questo breve, ma intenso romanzo ambientato nell’autunno del 1925 fra Catania e la sua campagna circostante. Ercole Patti, ritornato d’attualità dopo che La Nave di Teseo ha di recente pubblicato la sua opera omnia, ha saputo con la sua scrittura penetrante, scorrevole, intensa ed altamente descrittiva, dar vita a dei personaggi ed a delle situazioni che ti lasciano un ricordo indelebile. Tutto inizia quasi banalmente in un affollato tinello della città siciliana dove un po’ per provocazione, un po’ per gioco la zia quasi trentenne e sposata, si struscia contro le ginocchia del nipote sedicenne risvegliandogli i sensi e creandogli aspettative d’amore, che pochi mesi dopo, durante le vacanze in campagna, fisicamente corrisponderà con la stessa audacia e leggerezza. Purtroppo il gioco con i sentimenti si fa duro ed il ragazzo diventa geloso, apprensivo, invadente ed aggressivo, anche perché la zia con le sue frequenti scappatelle gliene dà adito. E’ inevitabile il tragico epilogo e nel crescendo descrittivo di Patti te ne rendi conto già prima delle ultime pagine. Resterà comunque un segreto fra i due protagonisti perché nessuno degli altri personaggi aveva capito niente della loro storia. Questo libro ha liberamente ispirato un film di Mauro Bolognini, interpretato da Gina Lollobrigida, con musiche di Ennio Morricone.

La casa degli spiriti - Isabel Allende

Romanzo di ampio respiro fra i più importanti della seconda metà del secolo scorso e che giustamente ha portato la scrittrice cilena alla ribalta internazionale. Una saga familiare di alto spessore con un protagonista, Esteban Trueba, emblematico e contraddittorio nonché violento e sentimentale nello stesso tempo, ma sicuramente interessante ed indimenticabile. La storia della sua famiglia si intreccia per una cinquantina d’anni con quella dello stato cileno, terra martoriata e senza pace. Vicenda centrale è la vittoria democratica dei socialisti di Allende ed il quasi subitaneo ribaltamento ad opera dei generali di Pinochet, al quale Esteban, irriducibile anticomunista, ha contribuito in maniera determinante con il suo appoggio economico, nonostante la vicenda abbia poi causato la perdita di entrambi i suoi figli, che non la pensavano come lui. Ruolo importante nella narrazione hanno anche le donne, soprattutto la moglie Clara, la figlia Blanca e la nipote Alba che, compensano la loro emarginazione sociale e la carenza di affetti, con un frequente ricorso allo spiritismo ed al paranormale, che dà loro una certa notorietà nell’ambiente popolare cileno e nello stesso tempo stende intorno a loro una cortina protettiva e rispettosa perché di superstizione è pregna la società sudamericana.

Lungo petalo di mare - Isabel Allende

Era da un po’ di tempo che un romanzo di un contemporaneo non mi dava la soddisfazione nel leggerlo, che mi ha dato “Lungo petalo di mare” di Isabel Allende. A parte il fascino del titolo, che si riferisce ad una tanto sintetica quanto meravigliosa descrizione del Cile fatta dal sommo poeta Pablo Neruda, oserei dire che è un romanzo completo. Una bella storia, dai risvolti a volte romantici, a volte avventurosi, perfino con un finale sorprendente, che si svolge in due continenti nello spazio di tempo che va dal 1939 al 1994. I protagonisti Victor e Roser, li conosciamo alla fine della guerra civile spagnola quando, sconfitti dai miliziani franchisti, emigrano, sopportando indicibili ristrettezze, prima nei campi profughi francesi e poi grazie all’interessamento di Neruda, che organizza un’apposita nave, la Winnipeg, in Cile. Qui si integrano nella loro nuova patria, hanno successo nel loro lavoro (lui cardiochirurgo, lei musicista), vivono con entusiasmo la vittoria del socialista Allende, ma poi tutto crolla, speranze comprese, con il golpe di Pinochet. Perseguitati dal nuovo regime sono costretti dagli eventi, prima a dividersi ancora, poi ad espatriare in Venezuela fino al ritorno della democrazia in Cile dove, come afferma l’autrice, il cerchio si chiude. Romanzo molto attuale anche per i molti riferimenti al fenomeno dell’emigrazione. Dal rifiuto dell’accoglienza alle difficoltà di integrazione; dalla disintegrazione delle famiglie alle sorprese dei ricongiungimenti. Una storia che si ripete “in saecula saecolorum”.

Una donna - Annie Ernaux

Novantanove pagine di semplicità per descrivere una personalità complessa, quella di sua madre, ed un rapporto difficile, quello con lei stessa, ma la scrittrice francese ci riesce meravigliosamente con la sua scrittura scarna ma raffinata ed efficace. La storia della madre è quasi banale. Una ragazza di origini contadine, che riesce a riscattarsi dalla povertà diventando titolare con il marito di un bar-emporio nella periferia di una cittadina della Normandia, che gli consente una vita dignitosa e soprattutto di far studiare la figlia, che con la madre mantiene sempre un rapporto di amore e di conflittualità. La biografia della madre, intervallata da qualche flashback sulla vita di amore e di separazioni della scrittrice, trova il suo epilogo dove era iniziata e cioè nella morte della madre devastata nella mente dall’Alzheimer. Di qui anche tanti rimpianti per non aver potuto fare di più per lei.

Resistere non serve a niente - Walter Siti

Come per i vini anche il Premio Strega ha delle annate buone ed altre meno buone. Il 2013, non è stata delle migliori. Questa storia (vincitrice del premio) di un giocoliere della finanza, che si riscatta ed arricchisce con i soldi e le dritte della malavita, dopo essere stato un ragazzo di strada, figlio sgraziato di un assassino, ha l’ambizione di farci entrare in quella zona grigia della finanza criminale, che ogni anno che passa è sempre più determinante anche nel causare crisi internazionali e stravolgimenti politici. Ci riesce Walter Siti, abile e fantasioso com’è? In parte si, ma il suo troppo personale dialogo con il protagonista Tommaso, non dà continuità alla narrazione e rende la struttura del romanzo troppo complessa. A volte si addentra nella descrizione di importanti operazioni finanziarie, ma poi non le approfondisce, per cui ha l’effetto di un sasso lanciato in uno stagno che affonda subito senza procurare alcuna onda. Ci vuole una certa costanza ed una resistenza collaudata per arrivare alla fine. Se poi uno è un po’ retrò di mentalità, certi intermezzi pornografici ed alcune peraltro verosimili storie di prostituzione, non lo aiutano ad apprezzare l’opera.

Becoming - Michelle Obama

Una donna determinata, orgogliosa, intelligente e molto volitiva. La sua storia è l’esempio che dove c’è una volontà c’è una via. Nata in un quartiere residenziale di gente povera e principalmente di colore di Chicago, grazie all’appoggio incondizionato della propria famiglia, ha saputo studiare e farsi ammettere nelle più prestigiose università del suo paese (Princeton ed Harvard) ed essere assunta nel più importante studio legale della sua città. E’ qui che conosce il futuro Presidente degli Stati Uniti, che sposa nel 1992 a 28 anni e dal quale avrà due figlie. Michelle continuerà sempre a lavorare praticamente fino alla prima campagna presidenziale del marito. Poi deciderà di dedicarsi esclusivamente alla famiglia ed al sostegno di Barack, che anche dal punto di vista politico la tiene notevolmente in considerazione e le lascia anche degli spazi di manovra, che avranno un buon successo nel paese. Le sue campagne per una alimentazione più genuina, soprattutto per i ragazzi in età scolare molto spesso obesi o quelle di emancipazione della donna e dei neri, lasciano un segno e la rendono anche molto popolare. Anche se ad un certo punto ci si è trovata benissimo, quello della Casa Bianca non è però il suo ambiente naturale, per cui nella sua autobiografia, deludendo forse molti suoi molti fans, annuncia che non è sua intenzione candidarsi direttamente alla presidenza del paese. Particolare interessante di questo libro è che è la sua autobiografia, non quello della moglie del Presidente degli Stati Uniti. Riferimenti a quanto è accaduto nel paese durante il loro periodo a Washington ovviamente ce ne sono, ma è sempre lei al centro della scena. Tanto per fare un esempio le pagine che si riferiscono al secondo mandato di Obama sono non più di trenta su 495. Sferzanti infine i suoi giudizi su Trump, molto generosi invece quelli su Hillary Clinton, la cui mancata elezione ha rappresentato per Michelle una sorpresa ed una forte delusione. Il volume è corredato da alcune immagini che fotografano i momenti e le persone più significative per Michelle.

La luna e i falò - Cesare Pavese

Ai tempi della scuola Cesare Pavese era il mio autore preferito e lessi praticamente tutto quel che trovai. Alcuni libri li ho conservati ed a distanza di anni è un piacere per me rileggerli e rileggerli ancora. Non so fare graduatorie, ma sicuramente La luna e i falò è uno di quelli che più lo leggo più mi arricchisce nello spirito e nell’intelletto. Mi piace definirlo struggente perché dentro c’è tutto Pavese. In questo romanzo ha dato tutto sé stesso. E’ quasi un testamento, infatti poco dopo averlo terminato ha deciso di interrompere volontariamente anche la sua vita terrena. Ovviamente è un romanzo triste perché nel protagonista c’è la consapevolezza che la felicità non è di questa terra, nemmeno se ritorni ricco da dove sei partito povero, ma viene sublimata l’importanza dell’amicizia e dell’altruismo, che in Nuto trova un ammirevole esempio. Leggendo il romanzo si capisce che per Pavese uomo, la vita era diventata sterile ed ormai priva di emozioni. Non altrettanto invece per Pavese scrittore, che alla fine lancia un messaggio di speranza nel futuro, che ha l’immagine di Cinto, l’altro piccolo protagonista del romanzo, un bambino disabile e maltrattato da tutti, che al culmine di una tragedia che lo lascerà completamente solo, troverà in Nuto, grazie all’intercessione del protagonista, una nuova famiglia. Alla fin fine i falò al chiaro della luna sono stati come nella tradizione delle Langhe beneauguranti.

Acciaio contro acciaio - I. J. Singer

Romanzo d’esordio di Israel Joshua Singer, fratello del premio Nobel 1978 Isaac Bashevis Singer. Di suo avevo già letto “La famiglia Karnowski”, un capolavoro della letteratura ebraica e devo dire che anche questa storia di Binyamin Lerner non mi ha deluso. Sarà che questi romanzi ambientati nei paesi dell’est europeo mi hanno sempre affascinato per le grandi storie che narrano, ma veramente non vorresti mai che finissero. La storia di Lerner reduce dalla grande guerra combattuta per nove mesi nell’esercito dello zar, comincia nella Polonia contesa dai russi e dai tedeschi e finisce a San Pietroburgo nell’arena della Rivoluzione d’ottobre. Sullo sfondo sempre folle di profughi ebrei in fuga dai pogrom, lavoratori sfruttati dagli invasori, donne violentate che si prostituiscono per sopravvivere, bambini abbandonati e sempre affamati. Il tutto in mezzo alle macerie della guerra. Non manca nemmeno una evanescente storia d’amore con Gitta, che però si perde come molti affetti, quando ci sono i grandi sconvolgimenti della storia.

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