Leopoldo Roman

Biografia

Riporto due citazioni di Roberto Saviano e Martin Luther King che condivido al cento per cento:
"Due sono le grandi sventure per chi vuol vivere in Italia: il talento e l'onestà. In mancanza di questi la vita è dolce in questo paese!"
"Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, bensì il silenzio spaventoso delle persone oneste".

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Becoming - Michelle Obama

Una donna determinata, orgogliosa, intelligente e molto volitiva. La sua storia è l’esempio che dove c’è una volontà c’è una via. Nata in un quartiere residenziale di gente povera e principalmente di colore di Chicago, grazie all’appoggio incondizionato della propria famiglia, ha saputo studiare e farsi ammettere nelle più prestigiose università del suo paese (Princeton ed Harvard) ed essere assunta nel più importante studio legale della sua città. E’ qui che conosce il futuro Presidente degli Stati Uniti, che sposa nel 1992 a 28 anni e dal quale avrà due figlie. Michelle continuerà sempre a lavorare praticamente fino alla prima campagna presidenziale del marito. Poi deciderà di dedicarsi esclusivamente alla famiglia ed al sostegno di Barack, che anche dal punto di vista politico la tiene notevolmente in considerazione e le lascia anche degli spazi di manovra, che avranno un buon successo nel paese. Le sue campagne per una alimentazione più genuina, soprattutto per i ragazzi in età scolare molto spesso obesi o quelle di emancipazione della donna e dei neri, lasciano un segno e la rendono anche molto popolare. Anche se ad un certo punto ci si è trovata benissimo, quello della Casa Bianca non è però il suo ambiente naturale, per cui nella sua autobiografia, deludendo forse molti suoi molti fans, annuncia che non è sua intenzione candidarsi direttamente alla presidenza del paese. Particolare interessante di questo libro è che è la sua autobiografia, non quello della moglie del Presidente degli Stati Uniti. Riferimenti a quanto è accaduto nel paese durante il loro periodo a Washington ovviamente ce ne sono, ma è sempre lei al centro della scena. Tanto per fare un esempio le pagine che si riferiscono al secondo mandato di Obama sono non più di trenta su 495. Sferzanti infine i suoi giudizi su Trump, molto generosi invece quelli su Hillary Clinton, la cui mancata elezione ha rappresentato per Michelle una sorpresa ed una forte delusione. Il volume è corredato da alcune immagini che fotografano i momenti e le persone più significative per Michelle.

La luna e i falò - Cesare Pavese

Ai tempi della scuola Cesare Pavese era il mio autore preferito e lessi praticamente tutto quel che trovai. Alcuni libri li ho conservati ed a distanza di anni è un piacere per me rileggerli e rileggerli ancora. Non so fare graduatorie, ma sicuramente La luna e i falò è uno di quelli che più lo leggo più mi arricchisce nello spirito e nell’intelletto. Mi piace definirlo struggente perché dentro c’è tutto Pavese. In questo romanzo ha dato tutto sé stesso. E’ quasi un testamento, infatti poco dopo averlo terminato ha deciso di interrompere volontariamente anche la sua vita terrena. Ovviamente è un romanzo triste perché nel protagonista c’è la consapevolezza che la felicità non è di questa terra, nemmeno se ritorni ricco da dove sei partito povero, ma viene sublimata l’importanza dell’amicizia e dell’altruismo, che in Nuto trova un ammirevole esempio. Leggendo il romanzo si capisce che per Pavese uomo, la vita era diventata sterile ed ormai priva di emozioni. Non altrettanto invece per Pavese scrittore, che alla fine lancia un messaggio di speranza nel futuro, che ha l’immagine di Cinto, l’altro piccolo protagonista del romanzo, un bambino disabile e maltrattato da tutti, che al culmine di una tragedia che lo lascerà completamente solo, troverà in Nuto, grazie all’intercessione del protagonista, una nuova famiglia. Alla fin fine i falò al chiaro della luna sono stati come nella tradizione delle Langhe beneauguranti.

Acciaio contro acciaio - I. J. Singer

Romanzo d’esordio di Israel Joshua Singer, fratello del premio Nobel 1978 Isaac Bashevis Singer. Di suo avevo già letto “La famiglia Karnowski”, un capolavoro della letteratura ebraica e devo dire che anche questa storia di Binyamin Lerner non mi ha deluso. Sarà che questi romanzi ambientati nei paesi dell’est europeo mi hanno sempre affascinato per le grandi storie che narrano, ma veramente non vorresti mai che finissero. La storia di Lerner reduce dalla grande guerra combattuta per nove mesi nell’esercito dello zar, comincia nella Polonia contesa dai russi e dai tedeschi e finisce a San Pietroburgo nell’arena della Rivoluzione d’ottobre. Sullo sfondo sempre folle di profughi ebrei in fuga dai pogrom, lavoratori sfruttati dagli invasori, donne violentate che si prostituiscono per sopravvivere, bambini abbandonati e sempre affamati. Il tutto in mezzo alle macerie della guerra. Non manca nemmeno una evanescente storia d’amore con Gitta, che però si perde come molti affetti, quando ci sono i grandi sconvolgimenti della storia.

Il confessore di Cavour - Lorenzo Greco

Interessante spaccato dell’Italia risorgimentale e del conflitto fra lo Stato e la Chiesa. Il romanzo racconta la vicenda di Fra’ Giacomo da Poirino, amico e confessore di Camillo Benso, che fu sospeso a divinis dal Papa Pio IX, per aver dato i sacramenti in punto di morte al conte di Cavour, precedentemente scomunicato per la sua politica ritenuta contraria agli interessi della Chiesa. Trae spunto da un testo autografo del frate stesso ed evidenzia il conflitto che si instaurò fra le gerarchie ecclesiastiche ed i preti di periferia, più attenti ai bisogni della gente che alle esigenze politiche dei loro superiori. Cavour morì nel 1861, appena proclamata l’indipendenza dello Stato italiano, quando ormai il potere temporale dei papi era al tramonto. A leggere del processo al povero frate per aver fatto semplicemente il suo dovere di prete, oggi viene da sorridere, ma allora, sottoposto anche all’Inquisizione, rischiò pure la vita. Fra’ Giacomo venne riabilitato 25 anni dopo, pochi giorni prima della sua morte.

I leoni di Sicilia - Stefania Auci

Ignazio e Vincenzo sono i nomi ricorrenti dei protagonisti in questa saga dei Florio, quasi a voler dare continuità ed immortalità ad una dinastia, che con la ricchezza ha cercato di comprare il proprio riscatto sociale. Emigrati a Palermo da Bagnara calabra dopo il terremoto del 1793, i fratelli Florio non si pongono altro obiettivo che la ricchezza, che grazie alla loro intraprendenza nel commercio delle spezie, riescono a raggiungere a costo però di enormi sacrifici ed umiliazioni sociali. Si, perché sempre dei bottegai restano in una Palermo piena di pregiudizi dove i nobili decaduti e pieni di debiti riescono ad imporre ancora le loro regole. Bisogna dire però che la mentalità dei Florio è molto allineata specialmente nel non tenere in nessuna considerazione le donne, che vengono considerate poco più che oggetti da usare. Ci vuole la nascita di un figlio maschio affinché Vincenzo senior sposi la sua Giulia, dandole così l’onore, dopo che da mantenuta gli aveva dato due figlie. Per carità, sempre collocate in matrimoni con delle sostanziose doti, ma assolutamente succubi delle scelte dei genitori. Stefania Auci è stata molto abile a renderci le situazioni plausibili ed a farci sentire perfino gli odori ed i profumi di una Palermo, che con i Borboni o con i Savoia, non riesce a scrollarsi di dosso il peso di una tradizione stantia e conservativa. Ora attendiamo l’uscita della seconda parte: dopo l’ascesa, l’inevitabile declino ed infine l’immancabile fiction televisiva, visto che i diritti televisivi del libro sono già stati acquistati.

Perduti nei quartieri spagnoli - Heddi Goodrich

Devo dire subito che ho deciso di leggere questo romanzo affascinato dai quartieri spagnoli di Napoli e non certamente per sorbirmi la solita storiella d’amore. In tal senso mi ha un po’ deluso in quanto non mi ha fatto provare quelle sensazioni che mi aspettavo. Sia ben chiaro, non era una guida turistica che cercavo, ma se mi metti nel titolo i quartieri spagnoli, loro devono essere i protagonisti ed alla fine devi farmeli vivere come se li avessi vissuti io. Mi devi sviscerare quel fascino nascosto che indubbiamente hanno e che li hanno resi famosi nel mondo. Ecco, in questo il romanzo è stato a mio avviso superficiale. Anzi nella loro esperienza abitativa gli studenti protagonisti mi hanno dato l’impressione di essere come dei corpi estranei che nemmeno hanno provato ad amalgamarsi con l’ambiente. Le voci, le situazioni, i rumori li raggiungevano dall’esterno. Solo una volta c’è stato un dialogo della protagonista con una donna del posto. Il romanzo comunque è stato scritto bene ed è scorrevole e come tutte le storie d’amore si fa leggere con piacere.

La capitale - Robert Menasse

Ha ragione chi ha scritto che sembra manchino delle pagine. Decine di storie avviate e che si intrecciano, fra cui anche una specie di giallo con morto e nessuna che abbia una conclusione logica. Se Menasse con questo romanzo, in cui idealmente auspica Auschwitz nuova capitale dell’Europa, in nome della rinascita da quelle ceneri e contro i nazionalismi che quelle ceneri hanno provocato, ha voluto dare un proprio contributo critico al miglioramento della casa comune, diciamo che non ci è riuscito. Emerge infatti un’Europa di burocrati arrivisti tutti interessati a scalare la gerarchia del potere e per questa anche disposti a cavalcare l’onda nazionalista degli Stati notoriamente più egoisti. Sembra che anche le competenze tecniche e culturali siano un aspetto assolutamente secondario. Insomma più che una realistica rappresentazione dell’Europa di Bruxelles, una parodia dell’Unione. Cosa c’entra il maiale che scorrazzando per Bruxelles irrompe fin dall’inizio quasi da protagonista nel romanzo? Per capirlo dovete arrivare a pagina 445, cioè l’ultima.

Fedeltà - Marco Missiroli

Un libro che non si dimentica. Lui, lei, gli altri, le altre. Soprattutto le altre per la verità. Per fortuna ad un certo punto dopo 224 pagine il libro finisce, altrimenti sarebbe venuto fuori che anche le nonne e le bisnonne, chissà che storie avevano mai vissuto. E’ un romanzo che devi leggere concentrato perché, se ti distrai un attimo, credi di seguire le sensazioni che sta provando Margherita a letto con Carlo e ti ritrovi invece Andrea sul divano con Giorgio. Quanto alla fedeltà, beh, non scherziamo! Che una scappatella rinforzi il legame matrimoniale è una teoria che si può anche sviluppare, ma il risultato è tutto da dimostrare. Carlo però è sensibile ad ogni gonnellina che ci sta, per cui sono arrivato ad una conclusione, che riconosco essere molto terra, terra: che deve avere delle gran doti amatorie per essere sopportato da Margherita.

Il rumore del mondo - Benedetta Cibrario

Coraggiose, determinate, capaci, visionarie, ma anche tradizionaliste e sensibili e quindi contraddittorie. Sono loro, le donne, le indiscutibili protagoniste di questo coinvolgente romanzo storico ambientato nel mezzo del diciannovesimo secolo, tra una Londra in pieno fermento commerciale ed imperiale ed un Piemonte, che invece scoppietta per liberarsi dal giogo della monarchia perché vuole la Costituzione.
E c’è poi un’altra protagonista, la seta, che come il filo significativamente rappresentato nella foto di copertina, le accompagna nello svolgersi degli avvenimenti, che le vedono protagoniste. Anne Bacon su tutte. Una deliziosa giovincella inglese sedotta e praticamente abbandonata al suo destino, dopo essere stata deturpata dal vaiolo, da un insipido nobile piemontese, che l’aveva chiesta in sposa al padre, un ricco mercante di stoffe, durante una sua trasferta diplomatica londinese.
Una volta insieme a Torino la coppia non ha mai saputo affiatarsi tanto che su consiglio del nobile suocero, Anne viene relegata a vita separata in una tenuta in campagna dove però la ragazza della seta riesce a trovare nel matrimonio il suo “equilibrio nello squilibrio”, diventando punto di riferimento per nobili dame campagnole, che rappresentavano però una specie di centro di gravità per dei giovani ribelli indipendentisti.
Pur potendo permetterselo, essendo molto ricca, di ritornare a Londra, che non aveva mai dimenticato, ha preferito continuare nella sua vita matrimoniale incontrando la fiducia e l’apprezzamento del suocero principe di Vignon, divenuto un suo estimatore ed anche il rispetto del marito, che ad un certo punto è sembrato quasi pentirsi del suo atteggiamento molto ambiguo.
Ma nel frattempo è arrivata la dichiarazione di guerra all’Austria ed ancora una volta il corso della storia dei nostri protagonisti, ha subito degli imprevisti sviluppi.
Con duecento pagine in meno sarebbe stato un capolavoro. In alcuni capitoli è infatti un po’ ripetitivo.

M - Antonio Scurati

Sarà pure un romanzo e non un saggio storico, come qualche recensore ha tenuto a sottolineare, certo è che Scurati ha fatto un gran bel lavoro anche di ricerca presentandoci un Mussolini non da rapsodie di cineteche, ma più umano, anzi meno disumano, con tutte le sue debolezze e contraddizioni. Stesura con qualche errore tecnico, come hanno rilevato alcuni importanti recensori, ma, a mio modo di vedere alquanto veniali, data la mole di lavoro svolto. Dal libro emerge che la forza di Mussolini sia stata soprattutto la debolezza dei suoi oppositori e del Re, che lo hanno sempre sopravvalutato nella sua prorompente carriera politica e per quanto riguarda il sovrano anche tacitamente approvato. Si capisce che bastava poco per fermare quelle raffazzonate bande di balordi che erano i fascisti, che ad un certo punto sono pure sfuggite al suo stesso controllo, ovviamente nella prima fase della presa del potere. Pare comunque che la lezione non sia servita. Nell’opera narrativa di Scurati leggo, fra le righe, molti riferimenti all’oggi.

Vincoli - Kent Haruf

Dopo aver letto la trilogia della pianura, con Vincoli vediamo come nasce Holt sul finire dell’ottocento e come si sviluppano tutte quelle storie e quegli ambienti che tanto ci prenderanno nei libri successivi. In Vincoli, Kent Haruf non è ancora essenziale come su Benedizione, ma già ci fa vivere intensamente la solitudine di personaggi, che diventeranno indimenticabili come la protagonista Edith o il narrante Sanders Roscoe. Ma è nella figura del violento Roy, il padre padrone di Edith, che si evince la drammatica durezza della vita nel profondo habitat rurale dei brulli ed inospitali altipiani del Colorado dove protagonisti sono sempre il vento, la polvere e la solitudine.

R: Parigi è sempre una buona idea - Nicolas Barreau

Leggere questo libro può essere veramente una buona idea in quanto ti fa entrare nel clima che si respira a Parigi, nelle sue piazzette, nei suoi boulevards, ma soprattutto in quegli intimi negozietti sciccosi, in uno dei quali si svolge la storia. Anche se non mancano le banalità e la conclusione è piuttosto scontata, il romanzo è ben scritto e la lettura scorre piacevole. Al centro del libro c’è la fiaba della tigre azzurra che è la vera protagonista del romanzo che, in definitiva, non è altro che una bella fiaba moderna.

L'orologio - Carlo Levi

Cosa distingue un buon libro da un grande libro? Il secondo lo apri a caso, leggi e trovi una descrizione di un paesaggio o di un luogo, di uno stato d’animo o di una sensazione, di un dialogo o di un pensiero, che ti incantano e ti ammaliano. In questo romanzo che si può anche definire storico perché ricostruisce, pur ricorrendo a nomi di fantasia, gli avvenimenti seguiti alla caduta nel 1945 del governo resistenziale di Parri e l’avvento al potere di Alcide De Gasperi, l’autore, che era a Roma in qualità di direttore dell’Italia Libera, il giornale del partito di Parri, descrive in modo sublime, la fine di un’illusione. Il romanzo è ambientato in soli tre giorni nei sotterranei ove aveva sede il giornale, nelle fumose stanze del potere dove si consumavano tradimenti e vendette, nei semidistrutti e tetri palazzi romani dove la vita pian piano ripartiva dopo la guerra. Ci sono delle descrizioni, come quella sui ministeri, “mondo sconosciuto, sotterraneo ed infernale” che sono inarrivabili e forse anche ancora attuali come ancora attuali sono le considerazioni sui politici “che hanno fatto rinascere vecchi partiti, vecchie idee, vecchi pregiudizi e vecchie contese e che si agitano lì attorno e diventano sempre più incomprensibili”. Irresistibile anche la suddivisione dei cittadini in due categorie: i Luigini ed i Contadini. Insomma un libro da leggere anche per capire il presente.

La bellezza sia con te - Antonia Arslan

Perle di bellezza e di saggezza con protagoniste quasi sempre delle donne generose, laboriose, coraggiose nostalgiche ed anche un po’ vagabonde. I libri di Antonia Arslan hanno sempre come sfondo la sua terra madre che è l’Armenia e come colonna sonora il genocidio del 1915, che come quello perpetrato da Hitler contro gli ebrei, rimane ancora come un nuvolone temporalesco ad inquietare la memoria ed anche il presente di un popolo mai domo.

Quando il cielo era il mare e le nuvole balene - Guido Conti

Questo scrittore per me è stato una piacevole scoperta. Appassionato e gran cultore di Zavattini ha ambientato il suo romanzo in quella magica terra che è la bassa pianura padana percorsa dal fiume Po, nei luoghi che furono immaginati e descritti anche da Guareschi e Bacchelli. La vita è dura, cruda e selvaggia nella corte ove vive Bruno e dove trascorrono come un film in bianco e nero cinquant’anni di vita italiana, dagli anni venti al dopo guerra. La scrittura è morbida ed accattivante. Non ci sono pagine che ti annoiano. E’ la storia di Bruno cresciuto dai nonni dopo la morte della mamma e l’abbandono da parte del padre, immigrato in America, che ad un certo punto ritorna instaurando con il figlio un rapporto di amore e odio. Ed è la storia degli amici di Bruno e dei vicini di Bruno, con i quali la vita si intreccia e sfocia quasi sempre in storie accattivanti e molto realiste. Ma è l’ambiente povero, isolato ed ovattato della pianura padana il vero protagonista del romanzo con lo scorrere del Po che porta con sé, prima la vita con la fecondità dell’acqua ed i commerci che si svolgono fra le due rive, poi la morte in tempo di guerra e nel 1951 con la drammatica alluvione, che segna anche il passaggio dall’adolescenza alla maturità del nostro giovane protagonista.

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