Leopoldo Roman

Biografia

Riporto due citazioni di Roberto Saviano e Martin Luther King che condivido al cento per cento:
"Due sono le grandi sventure per chi vuol vivere in Italia: il talento e l'onestà. In mancanza di questi la vita è dolce in questo paese!"
"Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, bensì il silenzio spaventoso delle persone oneste".

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Due donne - Nella Larsen

Un romanzo intenso ed introspettivo che apre uno sguardo su un mondo che non immaginavo nemmeno fosse esistito. Quello che negli anni venti del secolo scorso in America ha visto circa trecentocinquantamila persone con sangue nero nelle vene farsi passare (passing, appunto) per bianche, sia per sfuggire ad una persecuzione razziale, sia per vivere più agiatamente. Le protagoniste sono appunto due donne e la storia della loro amicizia. Irene, borghese emancipata che pur avendo la fisionomia di una bianca si sente quello che effettivamente è, e cioè una nera, e Clara che invece fa di tutto per mascherare la sua essenza nera addirittura sposando un benestante razzista bianco. Pur essendo così diverse le due amiche sono attratte da un rapporto di amore e odio. A volte il loro è quasi un gioco pericoloso ed infatti la conclusione non è quella che ci si attendeva.

Fiore di roccia - di Ilaria Tuti

E’ una storia di donne, di sacrifici, di guerra, di amore, di illusioni e di speranza. Le protagoniste sono loro, le portatrici della Carnia, donne forti, determinate, generose, che ad un certo punto della prima Guerra mondiale, in un momento di grande difficoltà per i soldati al fronte, raccolgono l’invito di aiutarli portando loro, con delle marce estenuanti anche sulla neve curvate dal peso delle loro gerle, rifornimenti di cibo e munizioni. Vicende realmente accadute e documentate che Ilaria Tuti, con mirabile e piacevole scrittura, ha saputo ben riunire nella storia di Agata e delle sue amiche e compaesane. Storie che si intrecciano con quelle dei soldati al fronte fra amori platonici ed atti di eroismo come quello che ha visto protagonista il capitano Colman con il quale Agata aveva instaurato un rapporto di intensa intimità spirituale. Centrale al romanzo anche la presenza del nemico austriaco che conosciuto personalmente in occasione di un incontro per concordare una resa mai concessa, appare semplicemente umano, come pure umano appare perfino il malvagio cecchino Ismar, la cui vicenda imprime una svolta alla coscienza di Agata.

In fondo alla palude - Joe R. Lansdale

Le paludi del Texas orientale sono al centro di questo giallo che ha come protagonisti due giovani fratelli che cercano di scoprire il serial killer che si diverte ad ammazzare per poi gettare nel fiume delle donne negre nell’indifferenza di una popolazione razzista per cui la morte di una donna nera non è un affare che riguardi i bianchi. Ambientato negli anni trenta, quelli successivi alla grande depressione, siamo ancora in piena epoca razzista, nella seconda fase del Ku Klus Klan, quando gli uomini mascherati facevano le scorribande contro gli amici dei neri trascinando grandi croci infuocate. Harry e Tom con i loro genitori e la nonna vivono ai margini delle terre basse ed in una delle loro avventurose escursioni nella foresta paludosa scoprono il cadavere di una donna e poi di un’altra ancora. Inizia una drammatica ricerca del colpevole ricca di colpi di scena inaspettati e di avventure molto pericolose. La descrizione dell’ambiente di Lansdale è suggestiva e molto realista. A volte ti fa anche venire i brividi come quando descrive l’attacco ad una barca sul fiume da parte dei mocassini, velenosi serpenti d’acqua. Insomma, la scrittura è fluida e la trama avvincente. Un libro che merita di essere letto.

R: Le tre del mattino - Gianrico Carofiglio

E’ una storia breve, ma dai molti contenuti, nello sfondo di una Marsiglia sorprendente e misteriosa. Al centro della vicenda un figlio adolescente ed un padre cinquantenne che finalmente si conoscono ed imparano a stimarsi, complice un soggiorno di due giorni trascorsi assieme nella città francese per alcuni controlli medici e la conoscenza di due donne libere e scanzonate, che aprono nuovi orizzonti al ragazzo e ridanno fiducia in se stesso al padre, fortemente distaccatosi sentimentalmente da una moglie bella ma elusiva. Protagonista è anche la malattia di Antonio, una forma di epilessia, che dai medici viene affrontata in modi diversi: con tanti medicinali e mille precauzioni, tanto da far sentire il paziente un essere inferiore, oppure con metodi meno invasivi facendola collocare in un contesto diverso quasi da farla apparire un’opportunità. La lettura è piacevole, scorre veloce, è ricca di citazioni, che fanno sempre piacere. Consigliato.

Spillover - David Quammen

E’ un libro interessante dal punto di vista scientifico e scorrevole dal punto di vista letterario. Pur pubblicato nel 2014, fino allo scoppio della pandemia era passato nelle librerie sotto traccia, per poi diventare un anno fa il più venduto del comparto medico. Da pagina 219 Quammen, uno dei più famosi giornalisti- scrittori divulgatori americani, che per la cronaca vive da un anno isolato nel suo ranch in Montana, comincia a diventare profetico. Scrive infatti che “è ipotizzabile che la prossima Grande Pandemia (il famigerato Big One) quando arriverà si conformerà al modello perverso dell’influenza, con alta infettività prima dell’insorgere dei sintomi. In questo caso si sposterà da una città all’altra sulle ali degli aerei, come un angelo della morte”. Scriveva questo quasi dieci anni fa. Ed il testo è tutta una narrazione che racconta la storia dei virus più famosi e più pericolosi come Ebola, Hiv, Sars, Sars-Cov, H5N1, Hendra, Malattia di Lyme. Di come gli studiosi, che lui nella sua ventennale attività di giornalista ha spesso seguito sul campo nei luoghi più impervi della terra, si sono mossi e si muovono per scoprire come avviene il salto di specie animali-uomo. E’ una storia delle zoonosi che si manifestano quando un patogeno fa il salto da un animale ad un essere umano e si radica nel nuovo organismo come agente infettivo in grado di causare malattia o morte. Leggendo questo trattato prendi confidenza con tutti quegli indici, tipo R0 (erre con zero) o RT (erre con ti), che in questi tragici mesi ci sono diventati famigliari. Capisci anche come la ricerca e la lotta siano molto complesse e richiedano il contemporaneo schieramento di varie intelligenze, fra cui quella matematica, determinante per arginare le pandemie. Capisci anche che i litigi, le gelosie, i tiri mancini fra i vari specialisti protagonisti sono sempre stati all’ordine del giorno, fin dai tempi di Pasteur. Moriremo tutti? si chiede ad un certo punto Quammen. Dipende….

Come un respiro - Ferzan Ozpetek

Una sceneggiatura più che un romanzo. Visto il successo che ha ottenuto francamente mi aspettavo qualcosa di meglio. Le due protagoniste, Elsa e Adele, sono due sorelle romane unite, ma anche divise dallo stesso amore. Persone dal carattere eclettico ed instabile, dopo una giovinezza praticamente in simbiosi, finiscono per separarsi a causa di un amore condiviso e drammatico. Ad un certo punto, nel 1969, Elsa fugge ad Istanbul dove troverà l’ambiente ideale per una vita ricca di esperienze e di avventure soprattutto sessuali, ma non si dimenticherà della sorella, alla quale continuerà a scrivere delle lettere che però non avranno mai risposta. L'epilogo dopo cinquant’anni nella casa romana dove tutto iniziò e finì insieme. Nel frattempo però in quella casa è andata ad abitare una giovane coppia che inconsapevolmente, assieme ad altri quattro amici ospiti, si è trovata ad essere protagonista, a sua insaputa e molto casualmente, della fine della storia.

La madre sbagliata - Sally Hepworth

“In una famiglia, il legame biologico è solo uno dei tanti fattori in gioco”. Potrebbe essere questo, in sintesi, il tema dominante di questo piacevole racconto che ha come protagoniste tre generazioni di ostetriche: Neva la nipote, Grace la mamma e Floss la nonna, legate fra loro da un’enorme passione per il proprio lavoro e da un intreccio di segreti, più o meno confessabili, che soltanto la nascita di Mietta, quarta generazione, riuscirà a districare ovviamente con un lieto fine. Protagonista del romanzo è poi la nascita in casa che viene sempre descritta con ricchezza di particolari e varietà di situazioni e che culmina, in una notte buia e tempestosa, in un parto podalico con presentazione di piedi, il cui successo ha dello straordinario. Interessante pure la descrizione del conflitto fra medici ed infermieri che, passando anche per un’inchiesta dai risvolti imprevedibili, non può non culminare nell’amore

D'amore e d'ombra - Isabel Allende

Leggere Isabel Allende è sempre un piacere specialmente per chi è appassionato di letteratura sudamericana. Questa è una bella storia d’amore, ambientata nel Cile di Pinochet. Per Irene e Francisco è amore (quasi) a prima vista, ma in certi tempi e con certi militari al potere, specialmente se sei un giovane idealista che non accetta i soprusi e che vede la realtà com’è, la vita diventa molto dura. Se poi sei anche un reporter che scopre ingiustizie e massacri non hai altra soluzione che l'esilio in attesa di tempi migliori.

La strada di casa - Kent Haruf

Lo stile di Kent Haruf, semplice ed essenziale, mi piace molto perché riesce a dare spessore a tutti i suoi personaggi che diventano indimenticabili. Questo romanzo, che è stato il secondo da lui pubblicato, nove anni prima della più famosa “Trilogia della pianura”, conclude, ancora nella traduzione del bravo Fabio Cremonesi, il ciclo delle sue opere edito in Italia. La storia raccontata ha per protagonisti il narrante Pat Arbuckle, l’imprevedibile e completamente sfasato Jack Burdette e Jessie, la donna che lui ha sposato il giorno dopo averla conosciuta e che ha lasciato improvvisamente, pochi mesi dopo la nascita del figlio, per poi ritornare a riprendersela sempre improvvisamente otto anni dopo come se niente fosse accaduto. L’imprevista ricomparsa di Jack, a bordo di una sfavillante Cadillac rossa, ha generato un’incontrollata rabbia negli abitanti di Holt, fra cui anche quella dello sceriffo, poiché il tipo otto anni prima li aveva truffati quasi tutti. Arrestato e malmenato è stato però liberato in quanto tutti i suoi reati erano stati prescritti. La mancanza di giustizia ha generato la sua rivalsa e portato la storia ad una triste conclusione.

La banda Sacco - Andrea Camilleri

Non è un romanzo, ma una storia vera, che Camilleri ha semplicemente, riportato alla ribalta per riabilitare una onesta e laboriosa famiglia siciliana, che durante il fascismo è stata vittima di un’allucinante persecuzione da parte delle istituzioni. I fratelli Sacco hanno commesso l’errore di mettersi contro la mafia per non cedere ai suoi ricatti, diventando con il passare del tempo loro stessi i delinquenti da perseguire. Anche la solidarietà e la copertura da parte del popolo, all’inizio quasi totale, è venuta scemando tanto che il loro arresto è stato determinato da una soffiata di amici. Per fortuna che i fratelli Sacco nelle carceri hanno avuto la fortuna di conoscere politici della levatura di Gramsci e Terracini che, una volta caduto il fascismo, una mano gliela hanno data per ottenere la grazia, ma soprattutto la riabilitazione. Uno dei protagonisti di questa vicenda è anche il “prefetto di ferro” Cesare Mori, mandato in Sicilia dal duce con i pieni poteri per sradicare la mafia, ma in realtà con l’obiettivo di piegare quei pochi sussulti socialisti, che per i signorotti locali, ammanicati con i mafiosi, rappresentavano il vero pericolo del cambiamento che temevano.

Giovanissimi - Alessio Forgione

E’ la storia di un anno della vita di Marco, detto Marocco, vissuto molto pericolosamente nella spensieratezza e nella spericolatezza di un giovane napoletano di 14 anni, al primo anno di liceo con una forte avversione al latino, alla ricerca di tutto: l’amore della mamma che lo ha abbandonato, l’amore vero di Serena, un rapporto di responsabilità con il padre che lo ha cresciuto da solo, il brivido dell’effimero facendosi canne con gli amici, il successo sportivo giocando a calcio, la maturità. Insomma, il classico romanzo di formazione, abbastanza scontato nella conclusione, con tutti gli ingredienti per strappare qualche lacrima, ma con una monotonia narrativa a volte anche troppo ripetitiva, tanto che non mi sentirei di consigliarne la lettura ad un amico.
La scrittura è ricercata e scorrevole, ma la trama è deboluccia. Ci sono personaggi interessanti quali l’allenatore della squadra di calcio o l’insegnante di latino, decisamente interessanti, sui quali l’autore poteva soffermarsi di più, come anche sul rapporto del padre, abbandonato dalla moglie cinque anni prima, con la mamma dell’amico Petrone, al quale dedica l’incipit del romanzo. Con questa lettura mi aspettavo anche un’immersione nella Napoli dei vicoli stregati ed imprevedibili e nei suoi quartieri emarginati ed inestricabili. L’ambientazione ovviamente c’è, ma non centrale nella storia.

Eugénie Grandet - Honoré de Balzac

E’ più avaro l’avaro di Molière o il padre di Eugénie Grandet? E’ certamente una lotta fra titani. Monsieur Grandet ha un infallibile fiuto per gli affari. Umile vignaiolo ha saputo arricchirsi sfruttando mirabilmente l’eredità paterna però lo sforzo che fa è immane e coinvolge la figlia e la moglie in una vita di stenti e di rinunce, al limite della sopportazione umana. Vive in una casa decadente pur avendo migliaia di ettari di terreni ed altri immobili di proprietà. Risparmia su tutto, ma veramente tutto: dal mangiare al vestire, dalle candele per l’illuminazione all’acqua per lavarsi. Eppure è ben voluto dalla gente bene del paese, che frequenta la sua casa nella speranza di trarne dei benefici. La svolta nella trama avviene con l’arrivo in casa del nipote Charles, libertino e viziato, rimasto orfano dopo il suicidio del padre, travolto da un dissesto finanziario a Parigi e del quale Eugénie s’innamora perdutamente, con la totale contrarietà del padre, che lo spedisce nelle Indie a tentare la fortuna, ma soprattutto per allontanarlo dalla figlia. Charles darà prova di essere un personaggio spregiudicato senza alcuna remora morale. Si dimenticherà di Eugénie, che ha atteso per sette lunghi anni il suo ritorno, salvo umiliarla in questa occasione sposando per interesse una nobile parigina e chiedendogli la restituzione di un oggetto che le era stato lasciato come pegno d’amore. La protagonista, molto delusa, sposerà per rivalsa un suo vecchio pretendente, che però morirà presto lasciandola di nuovo sola con tutto il suo denaro. E’ a questo punto che Eugénie “cammina verso il cielo accompagnata da un corteo di beneficenze”, riscattando con la generosità verso il prossimo “le piccolezze ed i costumi della sua prima vita”.

Ragazzo italiano - Gian Arturo Ferrari

Devo dire la verità: su quest’opera prima di uno che è stato per tanti anni direttore della Libri Mondadori e che ha deciso di esordire nel mondo letterario alla rispettabile età di 76 anni, per giunta finalista del premio Strega, avevo una aspettativa maggiore. La storia del suo Ninni-Piero, pur se ben congegnata, mi è sembrata un compitino in classe svolto bene, perché scritto con eleganza e sobrietà, ma non mi ha mai preso. E’ stata un bel ripasso di com’era la vita italiana nel primo dopoguerra nella “comunista” Emilia e nella laboriosa periferia milanese, prima che crescessero “gli alberi a trenta piani”. Interessante anche il conflitto generazionale in famiglia e la descrizione dei dolori d’amore del giovane ragazzo italiano alla ricerca soprattutto della propria identità ed indipendenza. Molto interessante la descrizione dell’ambiente scolastico in cui cresce il ragazzo che, pur con difficoltà di inserimento per un problema di balbuzie, riesce, grazie al suo talento, ad emergere e diventare perfino un punto di riferimento. Ieri come oggi vediamo che c’erano professori bravi e competenti unitamente agli immanchevoli cialtroni.

Riccardino - Andrea Camilleri

Morto il carismatico autore doveva finire anche la storia del commissario Montalbano. E Camilleri, sornione e geniale ci aveva pensato per tempo, consegnandola ai posteri dodici anni prima della morte, tramite l’amica del cuore Elvira Sellerio, sua storica editrice. Come sempre è una vicenda ingarbugliata e sorprendente scritta con abbondante uso del dialetto vigatese, da lui di “persona personalmente” inventato, con l’originalità di aver inserito nel racconto la contrapposizione non scontata, fra il Montalbano reale e quello televisivo, intervallata anche da interventi in diretta dell’autore stesso a voler suggerire al commissario Salvo, indisponendolo come soltanto Camilleri avrebbe saputo fare, la soluzione del caso dell’uccisione del Riccardino, il direttore della banca locale, sciupafemmine instancabile e super dotato. Storia di corna, di mafia, di malavita o di tutte e tre insieme? Non ha importanza. Il bello di questo romanzo finale sta nella ricchezza di fantasia e di battute, nonché nella genialità di aver trovato una soluzione finale per il commissario più famoso d’Italia, che ad un certo punto pare essersi finalmente rotto i cabasisi di tutta questa finzione

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