Andrea Dilavanzo

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Venerdì 12 - Leo Ortolani

Leo Ortolani è, a mio avviso, il più grande battutista del fumetto italiano....lo vedo schiavo del gioco di parole, del fraintendimento semantico....si applica altrettanto spesso nella buffonata, caciara e triviale, bassa....ma il suo genio, sottile e crudele, fa sì che, per capirsi, si stia in zona Luttazzi anziché in zona Zalone
Venerdì 12 è una serie compiuta...usciva in appendice alla ristampa di Rat Man sul finire degli anni '90....proprio nelle serie Ortolani è sommo....nella struttura episodica con continuità dà il meglio, approfondendo e sviluppando nel tempo i personaggi, tanto che a un certo punto ci rendiamo conto che li conosciamo....
Aldo è una mostruosità marcia e repellente, vittima di una magia causa un amore non corrisposto che è il filo portante di tutta la serie....ha un servitore, Giuda, il fedele servitore, che sembra più un crudele attrezzo di tortura...
il fumetto fa ridere, tantissimo....penso sia solo un pelo inferiore a Rat Man soltanto perché meno strutturato....inoltre è pienissimo di citazioni (che ci si può divertire a riconoscere, anche se storpiate) da fumetti, cinema, letteratura, seminate come omaggi

ultima cosa, se lo leggete, secondo voi, ma che canzone è AGGANUÈSCION! che esce dalle cuffie di Bedelia? replicatemelo

La casa di Jack - un film di Lars von Trier

ho preso questo film per due motivi:
1) se n'è parlato tanto
2) per controllare se Von Trier era uscito dalla fossa creativa in cui per me stava dopo Melancholia e Nymphomaniac, film che considero ristagnanti

prima impressione: si è bruciato il cervello....
Jack va costruendo una casa....il materiale gli parla e dovrebbe indurlo come costruttore a trovare un equilibrio e un'originalità edificativa, ma lui continua a demolire i suoi tentativi....parallelamente lui ammazza la gente....in grande quantità.
seguiamo questo suo racconto in 5 incidenti scelti a caso nella sua produzione, raccontati con presunta sincerità durante un ininterrotto dialogo (che presumiamo post-mortem) col suo traghettatore, Virgilio, proprio lui in persona, il poeta specializzato come guida turistica dell'Inferno

seconda impressione il genio che copia è genio o è uno che copia?
un dilemma che rimanda a Picasso....su cui ho le mie idee....
per una parte di film pare di avere a che fare con le situazioni e i dialoghi grotteschi e stracciaroli di Tarantino...solo che questo qui (e anche il suo Jack) si tronfia di prendersi parecchio sul serio, con tanto di digressioni con cartello a pennarello alla Godard, e atmosfere bluvellutesche alla Lynch....mah

terza impressione la catabasi
Jack ha una cella frigorifera piena stonfa dei suoi cadaveri, che lui conserva per farci masturbatorie digressioni (para o forse meta?)artistiche....alla fine, nel momento in cui deve andare all'inferno, la materia gli parla....e dove sta l'inferno? sotto una casetta di cadaveri costruita in una cella frigorifera, in un buco nel pavimento, sciaguattando in uno scolo fognario (e pensare che a Constantine bastava una bacinella d'acqua e un gatto da fissare)

ultima nota: la catabasi è una discesa nell'inferno con il corpo...tipo un'assunzione, ma in posti bassi

Dogtooth - regia di Yorgos Lanthimos

scusate se lascio qui questo commento, non so se sia il posto più appropriato....

che senso può avere lasciare a solo consultazione un dvd....che è l'unica copia di questo film nel sistema bibliotecario di Padova....
e non risulta a prestito locale, è proprio a solo consultazione

questa osservazione non sia considerata polemica, ma mossa da curiosità

Day of the dead - [written and directed by] George A. Romero

terzo film zombico di George Romero.
l'epidemia è ormai scoppiata da un tempo indeterminato, ma sufficiente per constatare che il mondo è completamente infestato da zombi. seguiamo un piccolo gruppo di sopravvissuti in un'istallazione militare, composto di militari, scienziati (che stanno portando avanti ricerche sul perché, e il come dell'epidemia, e come sopravvivere sul lungo periodo), un pilota di elicottero e un tecnico elettronico.
i rapporti sono tesi...gli scienziati non vengono a capo di niente per difficoltà e miseria di mezzi, l'elettricità non c'è più, i ponti radio sono caduti così non è più possibile comunicare con altre enclavi che non si sa se esistano ancora. missioni esplorative nelle città con l'elicottero trovano solo rovine della civiltà e maree di zombi...

questo non è un film horror: Romero non è un Fulci che ti mette all'improvviso sotto gli occhi spezzoni di carnazza e gore solo per farti sobbalzare....il mondo di Romero ha preso atto degli zombi, a lui interessa raccontare l'uomo in queste condizioni straordinarie: cos'è, cosa fa, come ha reagito nel meglio e nel peggio delle sue possibilità. certo non mancano scene agghiaccianti e truci (gli ultimi 10 minuti sono quasi insostenibili) ma l'uomo è sempre protagonista....

segnalo presenti nel sistema altri due film sugli zombi di Romero:
la notte dei morti viventi o night of the living dead il primo zombico moderno (del 1968), più legato al cinema underground ma interessante
zombi o dawn of the dead (1978) capolavoro del genere che consiglio, come consiglio questo

Re: Un uomo da conquistare - Julia Quinn

se guardi la scheda del libro vedrai che ci sono 16 copie (riquadro i) di cui 14 in prestito o in transito (riquadro camioncino) e 23 prenotazioni (riquadro carrello)

sul tuo MyDiscovery controllando le tue prenotazioni puoi vedere a che punto sei in coda (gira il telefono orizzontale se stai usando il telefono)

un saluto

Kingdom come - Mark Waid, Alex Ross

da molti anni, a partire da Watchmen di Moore/Gibbons e Dark Knight Returns di Frank Miller (in italiano "il ritorno del cavaliere oscuro") nel mondo del fumetto supereroistico è in atto una messa in discussione del supereroe, nel suo ruolo e nella sua essenza. questa graphic novel vorrebbe mettersi in quella scia, ma si perde in citazioni bibliche e in una gran confusione di battaglie (a loro volta confuse) e in una sceneggiatura anch'essa confusa....
vedo che qui manca la sinossi, quindi, in breve:
Superman si è ritirato, in un esilio solitario, da 10 anni, perché in disaccordo con una nuova stirpe di superuomini brutali e senza ideali, che sembra gli siano stati preferiti. mancando il suo faro anche gli altri della sua generazione si sono ritirati o appartati....tutto ciò finché i nuovi eroi diventano sempre meno protettivi nei confronti dei normali e ingaggiano sempre più spesso scontri catastrofici fra loro, fini a sè stessi, incuranti delle ripercussioni....la situazione costringe Superman e la vecchia guardia a tornare, per rimettere le cose a posto....
questa edizione è una Absolute, ovvero la più pregiata delle edizioni, in grande formato tale da mettere in risalto il disegno di Alex Ross (lo stesso di Marvels), ricchissima di appendici....
l'impressione mia è che tanto dispiego di potenza non porti a grandi risultati....
per leggere storie di maggior valore rimando ai due titoli che ho evidenziato prima, entrambi presenti nel sistema

Marvels - testi: Kurt Busiek

evento celebrativo Marvel extra-continuity.
il tentativo è ripercorrere per eventi la storia dell'universo Marvel dal punto di vista dell' uomo della strada newyorkese combattuto tra ammirazione e spavento per le "meraviglie" (ovvero i supereroi)...testimone di questo un fotoreporter freelance che per tutta la sua vita lavorativa segue e fotografa "le meraviglie"...
il risultato è pomposo e retorico, spesso sommariamente banalizzante...anche il disegno, secondo me, riassumibile come un tentativo di acquerello sperimentale non riesce a raggiungere gli effetti a cui ambisce...
edizione di gran lusso, destinata ai completisti Marvel e ai curiosi, con mezzo libro di appendici sulla storia della graphic novel e della sua realizzazione

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