Giuliano Scabia è nato a Padova nel 1935. Scrittore, poeta, drammaturgo e narratore dei propri testi è stato protagonista di alcune tra le esperienze teatrali più vive degli ultimi decenni.

Si è laureato in filosofia morale a Padova nel 1960, relatore Ezio Riondato.

Dopo il primo libro di poesie, Padrone & Servo (1964), scrive il testo per l'opera Diario italiano (1964), composta da Luigi Nono. Sempre per Nono compone anche La fabbrica illuminata, per voce e nastro magnetico, dedicata agli operai dell'Italsider di Genova Cornigliano; la prima esecuzione avviene alla Biennale di Venezia per il Teatro del 1964.

Ha fatto parte del Gruppo 63 ed è stato uno degli iniziatori del Nuovo Teatro scrivendo lo spettacolo Zip-Lap-Lip-Vap-Mam-Crep-Scap-Plip-Trip-Scrap e la Grande Mam alle prese con la società contemporanea, per la regia di Carlo Quartucci, presentato alla Biennale di Venezia nel 1965.

È morto a Firenze, sua città d'adozione, il 21 maggio 2021.

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Discorso di G. Scabia in occasione della ricezione del Premio Brunacci per la storia veneta-Monselice 1993.

 


  "Quando furono sulle pendici del monte Venda trattenitor di nubi cominciò a imbiancarsi l'Oriente - e pian piano, mentre salivano, apparvero gli sfolgoramenti dell'aurora: dentro cui, proprio quando il calesse fu a metà monte, si fece strada rotolando il sole. Fu allora che, essendo finita la via carreggiabile, il Puliero legò il cavallo a un ontano e proseguì a piedi ben presto giungendo alla valletta dove nella roccia bruna si apre la grotta.

  In quella, tenendo in mano la spada spezzata, si affacciò sulla soglia l'angelo senza mano.

  Come mai qui? - disse il Puliero.

  Per dare una mano, - disse l'angelo.

  Non ho mai capito, - disse Guido - se tu sei un vero angelo o un impostore.

  Alle spalle dell'angelo apparve l'eremita Silvano - la barba bianca gli giungeva ormai oltre la cintola.

  O Puliero, - disse – la tua visita è il dono che oggi ci fa il Signore.

  In questo paesaggio, - disse il Puliero – ogni cosa che appare è un dono di Dio.

  Sì, - disse Silvano – Dio è brioso in ogni cosa e durante la notte rivela soprattutto le profondità del silenzio”.

Da “Le foreste sorelle. Nuove straordinarie avventure di Nane Oca” di Giuliano Scabia (Einaudi 2005) – pagg. 134-135.

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