Il ponte. Un crollo
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Trevisan, Vitaliano

Il ponte. Un crollo

Abstract: Un uomo ha lasciato per sempre la sua famiglia e l'Italia. A distanza di anni, la notizia della morte del suo fratello di sangue lo induce a tornare. Nel corso del viaggio mentale, che precede quello fisico, il protagonista, costretto a vagare a ritroso tra le macerie della sua vita, finirà per imbattersi in una verità pericolosa. Raccontando la storia di Thomas, un uomo deciso a fare i conti definitivamente con il passato e col peso della colpa, Trevisan crea un personaggio che nella sua ambigua nostalgia delle radici distrutte dà voce al senso di spaesamento di tutti noi. "Forse, pensai, dopotutto, potrei benissimo trovare il tempo di passare da casa. Quante volte ci ho pensato, quante volte immaginato, tutto, nei minimi particolari: il cuscino, l'accetta, il coltello, un finale cosí, come ce ne sono tanti, che non spieghi niente e che sia definitivo. Mentre lascio l'autostrada, immagino di nuovo, e tutto nei minimi particolari: Le mie sorelle e i due usi del coltello; Madre con cuscino; mio cognato, lui certamente per ultimo, al ritorno dal lavoro: Dinamismo di un'accetta. E infine il nodo che, anziché sciogliersi, si stringe; anziché sciogliersi, si stringe".


Titolo e contributi: Il ponte. Un crollo

Pubblicazione: Einaudi, 04/06/2013

EAN: 9788806176396

Data:04-06-2013

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 04-06-2013

Un uomo ha lasciato per sempre la sua famiglia e l'Italia. A distanza di anni, la notizia della morte del suo fratello di sangue lo induce a tornare. Nel corso del viaggio mentale, che precede quello fisico, il protagonista, costretto a vagare a ritroso tra le macerie della sua vita, finirà per imbattersi in una verità pericolosa. Raccontando la storia di Thomas, un uomo deciso a fare i conti definitivamente con il passato e col peso della colpa, Trevisan crea un personaggio che nella sua ambigua nostalgia delle radici distrutte dà voce al senso di spaesamento di tutti noi. "Forse, pensai, dopotutto, potrei benissimo trovare il tempo di passare da casa. Quante volte ci ho pensato, quante volte immaginato, tutto, nei minimi particolari: il cuscino, l'accetta, il coltello, un finale cosí, come ce ne sono tanti, che non spieghi niente e che sia definitivo. Mentre lascio l'autostrada, immagino di nuovo, e tutto nei minimi particolari: Le mie sorelle e i due usi del coltello; Madre con cuscino; mio cognato, lui certamente per ultimo, al ritorno dal lavoro: Dinamismo di un'accetta. E infine il nodo che, anziché sciogliersi, si stringe; anziché sciogliersi, si stringe".

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