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3 Il poeta errante
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Videoregistrazioni: DVD

Giacomo Leopardi : il poeta infinito. Il sapiente moderno

[Roma] : La repubblica-L'espresso, 2014

Fa parte di: Giacomo Leopardi : il poeta infinito

Abstract: Nel 1825 Giacomo Leopardi, invitato dall'editore Antonio Fortunato Stella, si recò a Milano, con l'intenzione di vivere della propria arte, cosa rivoluzionaria per l'epoca, se si pensa alle sue origini nobili e alle sue condizioni di salute. Da lì cominciò una stagione di viaggi, a Bologna, Firenze, Pisa. Pisa gli piacque tantissimo, fu lì che, dopo anni di inattività, riprese a scrivere poesie, con quel suo "cuore di una volta". Comincia così la stagione dei cosiddetti canti pisano-recanatesi, "A Silvia", "Le ricordanze", "La quiete dopo la tempesta", "Il sabato del villaggio", "Il canto del pastore errante in Asia". La base di questa famosissima produzione poetica è quella del ritorno alle origini, alla fanciullezza. Nel 1830, grazie all'aiuto prezioso degli amici di Toscana, Giacomo fece ritorno a Firenze. Fu lì che conobbe Antonio Ranieri, e si innamorò perdutamente di Fanny Targioni Tozzetti, alla quale dedicò un ciclo di poesie. Con Ranieri nacque un'amicizia straordinaria, e con lui decise di andare a Napoli, dove trascorse gli ultimi 5 anni della sua vita. Fu lì che compose "I nuovi credenti", "I paralipomeni della Batracomiomachia", "La palinodia al marchese Gino Capponi", "Il tramonto della luna" e "La ginestra", mettendo in luce il suo essere un "sapiente moderno".

3 Il poeta errante
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Videoregistrazioni: DVD

Giacomo Leopardi : il poeta infinito. Il poeta errante

[Roma] : La repubblica-L'espresso, 2014

Fa parte di: Giacomo Leopardi : il poeta infinito

Abstract: Nel 1822 Giacomo Leopardi finalmente si allontanò da Recanati per recarsi a Roma, invitato dallo zio Carlo Antici. Fu il primo di una serie di viaggi che caratterizzarono tutta la sua vita. Roma non gli piacque, la vide come una città troppo grande, in cui le relazioni umane sono troppo complicate. Da qui le sue numerose riflessioni su città piccole e su città grandi, e su progresso e tecnologia. Discorsi di un'attualità sconvolgente, come quello sullo stato presente dei costumi degli italiani, scritto 200 anni fa e che pare descrivere perfettamente i modi e le azioni degli italiani di oggi. Nel 1824, Giacomo, tornato a Recanati, scrisse le Operette Morali, un libro filosofico e ironico che affronta, per lo più nella forma di dialoghi, temi universali come la vita, le illusioni, la natura. È con quest'opera che Giacomo Leopardi, già famoso filologo, intendeva farsi conoscere nel mondo. Nel frattempo, segretamente, Giacomo stava realizzando un'opera imponente, che portò sempre con sé, in tutti i suoi viaggi, fino alla morte. Si tratta dello Zibaldone, un manoscritto di 4526 pagine, che fu ritrovato soltanto alla fine del 1800, un libro errante che avrebbe cambiato per sempre l'immagine di Giacomo Leopardi, "poeta errante".

2 Il giovane appassionato
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Videoregistrazioni: DVD

Giacomo Leopardi : il poeta infinito. Il giovane appassionato

[Roma] : La repubblica-L'espresso, 2014

Fa parte di: Giacomo Leopardi : il poeta infinito

Abstract: Giacomo Leopardi trascorse i primi 24 anni della sua vita a Recanati, in una sorta di prigione dorata, dedito quasi esclusivamente a uno “studio matto e disperatissimo” che aggravò la sua salute cagionevole. Nel 1818 si innamorò per la prima volta e tenne un diario di quell’esperienza. Cominciò a sviluppare i concetti di piacere, desiderio, immaginazione e ricordanza, che furono fondamentali in tutto il suo pensiero. Leopardi è stato definito il più grande poeta d’amore dopo Dante. Ma fu anche letterato, filosofo, e filologo. A soli 20 anni tradusse parti dell’Odissea e dell’Eneide, fu così che catturò l’attenzione di Pietro Giordani. Da uno scambio epistolare nacque una grande amicizia che in qualche modo spronò Giacomo a tentare di fuggire da Recanati. Il 1819 rappresenta per Leopardi l’anno della crisi, dell’ateismo, l’anno della rottura. L’anno in cui scrisse una straordinaria lettera a suo padre, che però il padre non lesse mai. L’anno in cui compose “L’Infinito”. Sensibilità, coraggio, amore caratterizzarono gli anni dell’adolescenza di questo giovane “appassionato” .

1 Il figlio d'oro
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Videoregistrazioni: DVD

Giacomo Leopardi : il poeta infinito. Il figlio d'oro

[Roma] : La repubblica-L'espresso, 2014

Fa parte di: Giacomo Leopardi : il poeta infinito

Abstract: Giacomo Leopardi nacque a Recanati il 29 giugno 1798. La sua, contrariamente a quello che molti pensano, fu un’infanzia felice. In compagnia dei fratelli Carlo e Paolina, Giacomo correva, inventava storie e favole e giocava nel giardino di casa a Recanati. Fin da giovanissimo divorò i libri della vasta biblioteca realizzata dal padre Monaldo: si appassionò alla storia, alla filosofia e anche alle scienze, arrivando a scrivere addirittura una “Storia dell’Astronomia” (che in qualche modo è alla base del suo essere “poeta della luna”) e da autodidatta imparò il greco e l’ebraico. Nel primo film si raccontano questi primi anni della sua vita e si approfondiscono i rapporti con la sua famiglia: i fratelli, il padre Monaldo, al tempo stesso affettuoso e autoritario, e la madre Adelaide, donna anaffettiva e bigotta. Alla madre Giacomo scrisse diverse lettere ricche di devozione e di richiesta d’affetto, lettere che era solito concludere firmandosi “ suo figlio d’oro”.