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A cercar la bella morte
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Mazzantini, Carlo

A cercar la bella morte

[Venezia] : Marsilio, 1995

Abstract: In questa opera autobiografica, Mazzantini racconta la sua esperienza di giovane ragazzo di Salò. A diciotto anni, dopo l'armistizio dell'8 settembre, Mazzantini scappa da casa per andare al fronte a combattere. Unitosi ai superstiti di un battaglione di Camicie Nere conoscerà sui monti della Valsesia e della Val d'Ossola gli orrori, le lacerazioni e le contraddizioni della guerra civile. Giulio Nascimbeni di questo libro ha scritto: E' la storia di uno dei tanti che dopo l'8 settembre scelsero di stare dalla parte dei tedeschi e dei repubblichini. Sognavano di combattere in prima linea contro gli angloamericani che risalivano lentamente l'Italia; quasi tutti andarono invece a rastrellare partigiani e renitenti alla leva nelle valli del settentrione.

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Mauro Rigo
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Di fronte alla tragedia dell'otto settembre 1943, alcuni amici non vogliono rimanere spettatori passivi ma tentare “qualcosa” per riscattare l'onore personale e della Patria. L'unica scelta che vedono è arruolarsi e combattere a fianco dell'alleato tedesco.
Mazzantini è uno di loro e in questo libro autobiografico racconta la sue vicenda di soldato della RSI che vaga per l'Italia del Nord scontrandosi con la lotta partigiana, l'ostilità della gente, la rabbia verso un mondo “vigliacco” che lo combatte o non si schiera dalla sua parte.
Ma “A cercar la bella morte” non è un libro “ideologico”, un'opera di parte tesa a smentire la “vulgata partigiana” per crearne una “repubblichina” uguale e contraria.
Chi cerca cose del genere rimarrà, almeno qui, deluso: Mazzantini, pur non rinnegando la sua scelta, racconta le crudeltà, i disagi, le tragedie da lui vissute in una stagione tra le più controverse della nostra storia.
Non c'è retorica o propaganda nella sua narrazione: semmai la coscienza di aver presa una decisione dirompente e drammatica; di essersi ritrovato (in buona fede) dalla parte “sbagliata” con la difficoltà di doverlo, in qualche modo, spiegare agli altri. Forse anche a sé stesso.
Infatti, una parte importante di questo libro è quella dedicata al “dopo”: tornati alla vita quotidiana, Mazzantini e gli amici superstiti vivono il disagio di chi si ritrova in un mondo estraneo, lontano da quello sognato.
Una sofferenza non diversa da quella di tanti “nemici” disillusi quanto loro: a essa qualcuno sceglierà, addirittura, di non sopravvivere.
Dunque, un libro da leggere per capire un po' di più.

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