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La donna perfetta
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Bazzano, Nicoletta

La donna perfetta

Roma [etc.] : Laterza, 2008

Abstract: arbie sta per spegnere le cinquanta candeline e la sua fama ha raggiunto praticamente ogni landa del pianeta. I numeri sono impressionanti: dal 1959 la Mattel ha prodotto quasi un miliardo di esemplari. Come ogni star che si rispetti, anche Barbie non ha un passato specchiato: è nata in Germania, il suo primo nome è Lilli ed è destinata a un pubblico maschile adulto. Ma l'incontro con l'industria americana è l'inizio di una nuova vita. Lo scopo è renderla indispensabile per qualunque teenager. Corredata di abitini alla moda, ha una missione ben precisa: accompagnare le bambine verso l'età adulta proponendo un modello "perfetto" di femminilità. Eppure nell'America degli anni Cinquanta Barbie non attira molte simpatie: manca di classe e distinzione. Per rimediare la Mattel si ispira agli indiscussi modelli dell'eleganza mondiale: splendidamente abbigliata, Barbie scimmiotta Jacqueline Kennedy e l'alta moda parigina. I tempi cambiano in fretta, e con loro i modelli di femminilità: Barbie

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Che dire! Ho intrapreso la lettura di questo libro spinta da un sentimento di nostalgia per una bambola che è stata la protagonista dei miei giochi infantili , convinta quindi di leggerne la biografia arricchita magari da divertenti e inediti aneddoti o curiosità. Invece, a parte i primi capitoli del libro che sono strettamente storici e che spiegano il come, il dove e il perchè della nascita di questo rivoluzionario giocattolo, tutto il resto assume la caratteristica di un saggio sulla storia di Barbie. Anche se non era ciò che mi aspettavo, l'ho trovato comunque molto, molto interessante ed illuminante.
Come ho già precisato, non si limita a raccontare per filo e per segno tutta la lunga epopea della bambola più famosa del mondo, ma fa un viaggio attraverso la mentalità e lo sviluppo della società occidentale negli ultimi 50 anni visti con occhi di questa "donna perfetta" creata con lo scopo di accompagnare le bambine del tempo, attraverso il passaggio dall'infanzia all'età adulta.
E' un libro molto ironico e critico nei confronti della "fashion victim" di Barbie, condannando spesso la banalità e la superficialità verso cui venivano spinte le ragazzine che sceglievano la Barbie come compagna abituale e quotidiana di gioco.
Lo consiglio a chiunque abbia avuto il piacere almeno una volta di possedere o di giocare con una Barbie, perchè anche dietro i più "comuni" o "innocui" oggetti può esserci una grande storia.

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