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La banda Sacco
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Camilleri, Andrea <1925-2019>

La banda Sacco

Palermo : Sellerio, 2013

Abstract: "All'inizio, nel secondo Ottocento, c'è il patriarca Luigi Sacco, bracciante d'ingegno e passione. Vengono poi i discendenti, grandi lavoratori tutti, e socialisti, tra emigrazione transoceanica e chiamata alle armi nella Grande Guerra, malversazioni e canaglierie di rozzi capimafia con alle spalle pupari altolocati, che prosperano nella latitanza dello Stato e sanno come avvantaggiarsi nella tragica notte del fascismo, nonostante il pugno di ferro del prefetto Mori (e grazie ad esso, anzi) che seppe abbattersi anche sui comuni oppositori politici. I cinque fratelli Sacco conoscono la disperazione a vivere in un regime di mafia. Si danno alla latitanza. Si sentono investiti di un ruolo di supplenza nella lotta (armata) contro i persecutori mafiosi. Diventano giustizieri solitari, nel silenzio ottuso dell'omertà: cittadini eslègi di uno Stato che non ha saputo garantirli. Vengono arrestati, processati, e inventati come "banditi" e predoni d'assalto. In carcere conoscono l'antifascismo. Incontrano Umberto Terracini e incrociano Gramsci. Il succo della storia, di questo western nostrano di onest'uomini indotti e costretti a farsi vendicatori, è di declinazione manzoniana: 'I provocatori, i soverchiatori, tutti coloro che, in qualunque modo, fanno torto altrui, sono rei, non solo del male che commettono, ma del pervertimento ancora a cui portano gli animi degli offesi'." (Salvatore Silvano Nigro)

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Leopoldo Roman
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Non è un romanzo, ma una storia vera, che Camilleri ha semplicemente, riportato alla ribalta per riabilitare una onesta e laboriosa famiglia siciliana, che durante il fascismo è stata vittima di un’allucinante persecuzione da parte delle istituzioni. I fratelli Sacco hanno commesso l’errore di mettersi contro la mafia per non cedere ai suoi ricatti, diventando con il passare del tempo loro stessi i delinquenti da perseguire. Anche la solidarietà e la copertura da parte del popolo, all’inizio quasi totale, è venuta scemando tanto che il loro arresto è stato determinato da una soffiata di amici. Per fortuna che i fratelli Sacco nelle carceri hanno avuto la fortuna di conoscere politici della levatura di Gramsci e Terracini che, una volta caduto il fascismo, una mano gliela hanno data per ottenere la grazia, ma soprattutto la riabilitazione. Uno dei protagonisti di questa vicenda è anche il “prefetto di ferro” Cesare Mori, mandato in Sicilia dal duce con i pieni poteri per sradicare la mafia, ma in realtà con l’obiettivo di piegare quei pochi sussulti socialisti, che per i signorotti locali, ammanicati con i mafiosi, rappresentavano il vero pericolo del cambiamento che temevano.

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