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Nella mente del serial killer
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Douglas, John

Nella mente del serial killer

Marina di Massa : Edizioni clandestine, copyr. 2008

Abstract: La storia vera di come John Douglas, agente dell'FBI e pioniere dei cosiddetti serial killer profiler, partecipò alla caccia di uno dei più conosciuti serial killer della storia statunitense. Per 31 anni l'uomo, che si firmava BTK (Bind Tortur Kill - Lega Tortura Uccide) ha terrorizzato la città di Wichita, in Kansas, aggredendo, violentando e strangolando moltissime vittime, deridendo la polizia e vantandosi dei suoi crimini efferati con giornali e televisioni. Dopo i primi omicidi scomparve nel nulla, per riapparire nove anni dopo, lamentandosi della poca attenzione ricevuta e rivendicando altri delitti a lui non attribuiti. Quando finalmente fu catturato, si rivelò essere Dennis Rader, sessantunenne uomo di chiesa, sposato e padre di due figli. John Douglas, rinomato per aver aiutato a risolvere altri casi, fu convocato come consulente per i delitti di BTK nel 1980 e collaborò alle indagini fino al definitivo arresto. Dopo la sentenza, ottenne interviste esclusive non solo da Rader,

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è la storia vera di come John Douglas, alla fine degli anni 70 divenne il primo profiler dell'dell’FBI.
L'autore del libro infatti è uno dei primi e dei più famosi profiler e per 30anni (tra gli altri) prese parte alla caccia di un serial killer tra i più conosciuti della storia statunitense.
BTK (Bind Tortur Kill).
Il libro si concentra in particolare sul modo in cui viene tracciato il profilo di un assassino seriale, un’attività che negli anni Settanta, momento in cui si è svolta questa vicenda, era ancora ai suoi albori.
Douglas cme criminologo in queste pagine cerca di:1.Raccontare le motivazioni che hanno trascinato BTK 2.Descrivere come l'omicida sia riuscito a dividere la propria vita in stile dott.Jakill&mr Hide
3.Spiegare i motivi per cui all'apice della "follia" il killer parve scomparire nel nulla per poi riapparire anni dopo. 4.Raccontare come la polizia sia riuscita ad acciuffarlo.
Lo scopo di Douglas è far capire che queste persone non diventano così dal giorno alla notte, ma è possibile notare segnali di amìnomalie comportamentali sin dalla giovane età che genitori e insegnanti dovrebbero poter cogliere
prima che il problema scaturisca in tutta la sua potenziale violenza.

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