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L'interprete
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Hess, Annette - Ujka, Chiara

L'interprete

Neri Pozza, 10/01/2019

Abstract: Francoforte, 1963. Durante il processo che vede Fritz Bauer indagare sulle responsabilità di alcuni membri del personale del campo di concentramento di Auschwitz, Eva Bruhns viene assunta come interprete dal polacco degli interrogatori dei testimoni. I suoi genitori, proprietari del ristorante Deutsches Haus, (Casa Tedesca), si mostrano decisamente contrari alla carriera scelta dalla figlia, così come lo stesso fidanzato di Eva, Jürgen, ancorato alla convinzione che una donna non debba lavorare se il futuro marito si può permettere di mantenerla. Ma la giovane, vinta dalla curiosità e dalla passione, accetta comunque il lavoro. Eva è figlia di un omertoso dopoguerra, di un boom economico in cui si è disperatamente tentato di seppellire il passato. Ascoltando le scioccanti testimonianze dei processi, però, il suo pensiero corre continuamente ai genitori e ai motivi per cui nella sua famiglia non si parla mai della guerra e di ciò che accadde. Perché sono tutti così restii ad affrontare l'argomento? Lentamente Eva si rende conto che non solo i colpevoli sono stati colpevoli, ma anche coloro che hanno collaborato, in silenzio, rendendo possibile l'inferno dei campi di concentramento. E che tra quelli che non hanno mai alzato la voce per protestare, rendendosi complici, potrebbero esserci persone a lei molto vicine. In questo sconvolgente romanzo Annette Hess sviluppa una trama e dei personaggi di grande spessore, in grado di dare vita a un autentico ritratto non solo della Germania post-bellica ma anche dei complessi rapporti interfamiliari, mostrando quanto sia sottile la linea che separa l'accettazione dalla negazione e dando vita a un complesso affresco storico che riguarda il passato dell'umanità intera.

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Gennaio è il mese della Memoria così ho deciso di riprendere una vecchia abitudine abbandonata, quella di leggere libri a tema Olocausto nel mese della memoria. In passato ne ho letti e riletti tanti, famosi e meno ma per questa nuova immersione nelle ombre del passato ho scelto titoli (a me) nuovi. Così eccomi partire con “L’interprete” di Annette Hess.
Siamo a Francoforte ed è il 1963. Eva Bruhns è l’interprete dal polacco scelta per il processo nei confronti del personale di Auschwitz. I genitori e il suo fidanzato le consigliano di rinunciare ma Eva è curiosa, vuole sapere e la sua curiosità vince sui timori e le reticenze e ben presto scoprirà le atrocità di un passato efferato e ancora oggi disdicevole per il genere umano. Che dire? l'ho cominciato ieri e sono già a metà, la scrittura è ipnotica, si passa dalla routin della vita di una giovane ragazza tedesca a pagine che accennano alle atrocità dei lager e del nazismo.. in un'altalena di sensazioni e percezioni continua. . E' carino, consigiato a chi non se la sente di affrontare una biografia o un testo troppo crudo.

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