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La donna dei fiori di carta
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Carrisi, Donato

La donna dei fiori di carta

Milano : Longanesi, 2012

Abstract: Il monte Fumo è una cattedrale di ghiaccio, teatro di una battaglia decisiva. Ma l'eco dei combattimenti non varca l'entrata della caverna in cui avviene un confronto fra due uomini. Uno è un prigioniero che all'alba sarà fucilato, a meno che non riveli nome e grado. L'altro è un medico che ha solo una notte per convincerlo a parlare, ma che ancora non sa che ciò che sta per sentire è molto più di quanto ha chiesto e cambierà per sempre anche la sua esistenza. Perché le vite di questi due uomini che dovrebbero essere nemici, in realtà, sono legate. Sono appese a un filo sottile come il fumo che si leva dalle loro sigarette e dipendono dalle risposte a tre domande. Chi è il prigioniero? Chi è Guzman? Chi era l'uomo che fumava sul Titanic? Questa è la storia della verità nascosta nell'abisso di una leggenda. Questa è la storia di un eroe insolito e della sua ossessione. Questa storia ha attraversato il tempo e ingannato la morte, perché è destinata al cuore di una donna misteriosa.

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Diana Reydych
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Io non sono una fan del '900 e quindi non leggo di mia sponte, solitamente, libri ambientati in questo periodo, ma ho deciso di provare per una sfida di lettura. Per fortuna è scorrevole.

Ci troviamo sul Monte Fumo, sulle Alpi, durante la Prima Guerra Mondiale. Ci troviamo nell'accampamento austriaco e il medico del campo si trova coinvolto in un compito inusuale per lui.
Durante una retata, infatti, viene catturato un piccolo gruppo di italiani e tra di essi vi è un militare che si sospetta essere un ufficiale, ma che non vuole rivelare la sua identità.
Il medico Jacob viene scelto perché in grado di parlare italiano e deve fargli confessare la verità entro l'alba. Il prigioniero inizia a parlare, ma per rivelare fatti insoliti, una storia legata a lui che condurrà alla sua identità.
Ecco che scopriremo la storia di Guzman, uomo sempre in viaggio, fumatore ed abile narratore che ci conduce, con storie e vicende, in giro per mezzo mondo.

La storia risulta senz'altro scorrevole, non mi sono praticamente accorta di averla letta.
Però non mi sono trovata coinvolta.
L'ho giudicata da "tre stelle" perché è comunque gradevole e la figura di Guzman affascinante, così come quella del milite disposto a sacrificarsi coi suoi uomini.
La qualità narrativa di Carrisi comunque non si discute, ma ci ho trovato poco di thriller e di psicologico, appena il secondo.

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