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Perduti nei quartieri spagnoli
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Goodrich, Heddi

Perduti nei quartieri spagnoli

Firenze [etc.] : Giunti, 2019

Abstract: Una ragazza americana a Napoli, ma non una delle tante. Heddi, studentessa di glottologia all'Istituto Universitario Orientale, non è venuta per un rapido giro nel folclore, ma per un'immersione che la porta ad avere della città, della lingua, del dialetto una conoscenza profonda, impressionante, che nasce dall'empatia, da un bisogno di radicamento e dall'entusiasmo della giovinezza. Con una colorata tribù di studenti fuorisede e fuoricorso Heddi vive ai Quartieri Spagnoli, dove la vita nelle case antiche costa poco, si abita su piani pericolanti che sembrano calpestarsi l'un l'altro, in fuga dalla folla e dai vicoli inestricabili, costruzioni affastellate che sbucano aprendosi sul cielo e sul vulcano, in balconi e terrazzi dove è bello affacciarsi a rabbrividire, fumare e discutere. Questo romanzo, scritto in italiano letterario, tanto più sorprendente considerando che l'autrice è di madrelingua inglese, è una doppia storia d'amore: per una città e per un giovane uomo. Pietro è studente di geologia, figlio di una famiglia contadina della provincia di Avellino, gente avvinta alla terra da un legame ostinato, arcaico. A Napoli, benché il suo paese sia distante solo cento chilometri, Pietro è straniero tanto quanto Heddi. Il coinvolgimento sentimentale non vela però lo sguardo della narratrice, che considera con sguardo affettuoso ma lucido la personalità di Pietro, al tempo stesso sognatore e velleitario, diviso tra l'emancipazione rappresentata dall'amore per una ragazza così lontana dal suo mondo e il richiamo agli obblighi ancestrali della terra. Anche il ritratto della madre di lui, apparentemente fragile e depressa, in realtà custode feroce dell'ordine familiare, è di spietata esattezza. L'amore che intride queste pagine è quindi istintivo e intellettuale, complicato e semplice. È amore per le parole che compongono una vera e propria lingua del cuore, accarezzata, piegata e scolpita con una sensibilità sempre vigile. È il romanzo di quando la vita è una continua scoperta, esplorazione dell'identità altrui e ricerca della propria, di quando la scrittura incarna un atteggiamento verso il mondo pronto ad aprirsi a ogni esperienza, a godere ogni gioia, a esporsi a ogni ferita.

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Leopoldo Roman
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Devo dire subito che ho deciso di leggere questo romanzo affascinato dai quartieri spagnoli di Napoli e non certamente per sorbirmi la solita storiella d’amore. In tal senso mi ha un po’ deluso in quanto non mi ha fatto provare quelle sensazioni che mi aspettavo. Sia ben chiaro, non era una guida turistica che cercavo, ma se mi metti nel titolo i quartieri spagnoli, loro devono essere i protagonisti ed alla fine devi farmeli vivere come se li avessi vissuti io. Mi devi sviscerare quel fascino nascosto che indubbiamente hanno e che li hanno resi famosi nel mondo. Ecco, in questo il romanzo è stato a mio avviso superficiale. Anzi nella loro esperienza abitativa gli studenti protagonisti mi hanno dato l’impressione di essere come dei corpi estranei che nemmeno hanno provato ad amalgamarsi con l’ambiente. Le voci, le situazioni, i rumori li raggiungevano dall’esterno. Solo una volta c’è stato un dialogo della protagonista con una donna del posto. Il romanzo comunque è stato scritto bene ed è scorrevole e come tutte le storie d’amore si fa leggere con piacere.

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