Leopoldo Roman

Biografia

Riporto due citazioni di Roberto Saviano e Martin Luther King che condivido al cento per cento:
"Due sono le grandi sventure per chi vuol vivere in Italia: il talento e l'onestà. In mancanza di questi la vita è dolce in questo paese!"
"Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, bensì il silenzio spaventoso delle persone oneste".

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Le cose crollano - Chinua Achebe

Nel 2002 questo libro è stato inserito nella lista dei 100 migliori libri di tutti i tempi compilata dalla Norwegian Book Club. Parla degli Igbo, una delle principali etnie africane, ben radicata in Nigeria dove è ambientato questo romanzo nei primi anni del ventesimo secolo. Descrivendo la vita e le imprese del guerriero Okonkwo, un coraggioso capo di varie tribù, lo scrittore africano ci fa vivere l’epopea che ha segnato per il suo popolo il passaggio di civiltà determinato dalla colonizzazione dei bianchi. Un passaggio che è stato traumatico soprattutto per chi, come il nostro protagonista non ha voluto accettarlo portando il suo rifiuto fino alle estreme conseguenze. Con una scrittura semplice e lineare Chinua Achebe ci fa molto riflettere su cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, ma lasciando al lettore le conclusioni. L’impatto con i bianchi, che hanno portato la cosiddetta civiltà è stato devastante, ma va detto che le loro tradizioni lo erano altrettanto. Molti erano gli esclusi sia per motivi di casta che semplicemente per delle superstizioni. Come si legge nella nota finale del traduttore “il colonialismo in Africa ha frantumato molte cose, ma ha creato grandi unità dove prima ce n’erano di piccole e frammentarie; ha unito molte genti che prima procveedevano per vie separate”.

L'anima della frontiera - Matteo Righetto

Ho letto questo libro con il recondito desiderio di rivivere l’ambiente della storia di Tonle, ripercorrendo i suoi sentieri fra le masiere del canale del Brenta e le scogliere del Monte Grappa. Una storia di confine, di contrabbandieri, di povertà, di delitti commessi e desiderati. Naturalmente la bravura di Mario Rigoni Stern è irraggiungibile come pure le sue poetiche descrizioni, ma devo dire che Matteo Righetto non mi ha deluso. La storia di Augusto e di sua figlia Jole mi ha appassionato al punto giusto. L’ambientazione è realistica, come pure i personaggi. Mi ha particolarmente colpito la malvagità di alcuni protagonisti secondari quali il ricettatore ed il carbonaio, peraltro caratteristica di quegli ambienti e di quell’epoca (fine ottocento). Non lo definerei però un western letterario come potrebbe sembrare dalla copertina e come indicato in prefazione. Con la frontiera americana quella italo-austriaca non aveva nulla da spartire.

L'arminuta - Donatella Di Pietrantonio

Il dramma di una ritornata, una bambina di pochi anni, che è affidata a una lontana cugina della sua vera mamma e che poi, dopo qualche anno in cui l’affetto da quest’ultima dimostratole aveva in sostanza sostituito quello materno, il ritorno a casa per un motivo che resterà per lei misterioso fin quasi al termine del romanzo. Un racconto intenso, scorrevole, coinvolgente e a volte anche commovente, che si sviluppa proprio nella ricerca di quel perché, fra supposizioni, ammiccamenti, mezze ammissioni e segreti, pian piano svelati. L’arminuta però non ritroverà mai se stessa. Un bambino non potrà mai trasformarsi in un pacco e né l’affetto, né i legami di sangue potranno mai sostituirsi all’amore. Un testo ben scritto, elegante e che ti lascia qualcosa dentro.

Quando il respiro si fa aria - Paul Kalanithi

QUANDO IL RESPIRO SI FA ARIA è un bellissimo libro di Paul Kalanithi, un giovane cardiochirurgo e neuroscienziato americano, di origine indiana da parte di mamma, morto di cancro a 37 anni, che in sole 148 pagine, ha concentrato l’esperienza drammatica della malattia, che nel periodo più fulgido della sua vita, quando il successo sembrava inarrestabile, l’ha invece portato alla morte.
Un’esperienza demolente per il fisico, ma non così per lo spirito che lui, cultore anche delle discipline letterarie e sempre rimasto uno scrittore in pectore, ha voluto raccontare per lasciare soprattutto alla piccola figlia Cady ed alla moglie Lucy un forte messaggio di coraggio e di speranza. Lo ha scritto nell’ultimo anno di vita, quando l’evolversi della malattia gli ha impedito definitivamente di svolgere con sicurezza la sua attività in sala operatoria. Si ha quasi l’impressione che la scrittura di notte, durante le attese nei laboratorio oncologici o durante la somministrazione della chemioterapia, fosse per lui quasi una dolce anestesia.
E’ anche interessante il libro per una finestra che apre sul lavoro nelle Università e negli ospedali americani con ritmi che in Italia ce li sogniamo, ma nello stesso tempo con la possibilità di dare il massimo spazio a chi ha idee, programmi e volontà per raggiungere determinati obiettivi. La meritocrazia insomma.

La valle delle donne lupo - Laura Pariani

Un racconto indietro nel tempo, ambientato in una valle di montagna che potrebbe essere ovunque, su com’era considerata la donna fino a non molti anni fa: in sostanza niente. Essendo una storia, a volte appare irreale, ma si sa che molte volte la realtà supera la fantasia. Donne ricoverate nei manicomi perché non ubbidienti all’uomo, segregate, umiliate, annientate psicologicamente. Fenisia però ha resistito ed è grazie al suo racconto alla sciura lombarda che questa realtà dimenticata è stata sviscerata. Il romanzo, una volta che il lettore ha preso confidenza con molti neologismi che sono un misto di dialetto, latino e italiano, scorre piacevole e a tratti anche avvincente.

Le figlie di Caino - Colin Dexter

La trama l'ho trovata mediocre ed alquanto scontata per essere un giallo. Interessanti e a volte sufficientemente ironiche le battute messe in bocca all'ispettore Morse ed al suo aiutante, ma nulla più.

Il commesso

La creazione e la descrizione di personaggi come Morris Bober e Frank Alpine sono dei veri capolavori della letteratura internazionale. Meritatissimi dunque i vari riconoscimenti al suo autore premiato per due volte con il National Book Award ed una con il premio Pulitzer.
Il rapporto fra i due, uno padrone del negozio l’altro apprendista salumiere, è quanto di più complesso ci possa essere per la commistione fra interessi personali e credenze religiose, nonché passioni amorose, ostacolate da false credenze determinate da rigide osservanze rituali più di forma che di sostanza.
Descrivere tutto questo non è semplice ma Malamud ci riesce con naturalezza grazie anche alla sua conoscenza dell’ambiente ebraico, pur considerandosi lui uno scrittore prettamente americano.
Mi è piaciuto soprattutto l’epilogo con alcuni esiti imprevedibili descritti molto sinteticamente ed incisivamente dopo un lungo lavorio di preparazione a volte estenuante. Ma è proprio questo contrasto che mi ha illuminato.

Il medico di campagna - Honoré de Balzac

Un romanzo d’altri tempi con molti spunti di riflessione. Renderei obbligatoria questa lettura a chi vuol candidarsi per occupare una carica pubblica. Molte considerazioni che vengono fatte nella Francia post napoleonica sono tutt’ora molto attuali. “I sentimenti di un popolo sono i suoi ideali, e noi, anziché ideali, abbiamo interessi”. “Non basta essere onesti per far progredire anche il più piccolo paese, bisogna anche essere preparati”. “Nel campo economico favorire non vuol dire proteggere. La politica di un paese deve mirare a liberarlo da ogni tributo nei confronti dell’estero, ma senza vergognosamente ricorrere a dogane e divieti. L’industria non può salvarsi che da sola, la sua vita è la concorrenza. Se è protetta langue, col monopolio e con i calmieri muore. Il paese che asservirà tutti gli altri, sarà quello che proclamerà la libertà commerciale ed avrà un’industria così forte da vendere i suoi prodotti a prezzi inferiori a quelli dei suoi concorrenti”. Ripeto, un romanzo veramente ricco di considerazioni assolutamente attuali e con una bella storia: quella del dottor Benassis e del colonnello Genestas ambientata in quel meraviglioso angolo di Francia nelle vicinanze di Grenoble.

L'uomo che metteva in ordine il mondo - Fredrik Backman

Si accontentano di poco gli svedesi se questo romanzo è quello da loro più amato degli ultimi anni. Sicuramente Ove è un personaggio originale e la sua storia è anche divertente, ma è molto ripetitiva e scorre poco. Metodico e preciso fino al parossismo, Ove, che da poco ha perso la compagna della sua vita, l’unica persona che lo capiva ed amava, decide di uccidersi. L’arrivo nella villetta accanto di una famiglia particolarmente sconclusionata riuscirà a fargli cambiare idea? Io non l’ho capito.

Le otto montagne - Paolo Cognetti

La bravura di Paolo Cognetti è stata quella di ambientare in montagna una storia di amicizia inserita in un contesto di difficili rapporti fra padri e figli, usando un linguaggio semplice, lineare, elegante, ma nello stesso tempo suadente ed incisivo. Niente da condividere con la retorica dei grandi alpinisti del passato o con le filippiche più attuali di un Corona, ma autore di un romanzo che ha sfondato in tutto il mondo raggiungendo soprattutto un pubblico eterogeneo e non esclusivamente la stretta cerchia degli appassionati di montagna. Devo dire che ho trovato molto interessante il rapporto fra il protagonista e suo padre, una figura quest’ultima estremamente complessa, ma che alla fine è riuscita, pur in maniera travagliata e indiretta, nell’intento di trasmettere al figlio la sua grande passione per la montagna. Una passione non prettamente sportiva, come lui avrebbe desiderato, ma soprattutto spirituale e meditativa. Stupende certe descrizioni ambientali, molto profondi alcuni spunti di riflessione come quello svolto sul torrente quando l’autore scrive che se il punto in cui ti immergi è il presente, il passato è a valle ed il futuro a monte. L’unica cosa che non mi ha preso, forse perché non sono riuscito a capirla bene, è stata la storia che ha dato il titolo all’opera e cioè che in Nepal si dice che il mondo sia una ruota ad otto raggi con in mezzo una montagna altissima circondata appunto da otto montagne, separate da otto mari. Quando lo rileggerò, perché per uno che ama la montagna è un libro da rileggere, spero di venirne a capo.

Le nostre anime di notte - Kent Haruf

Mi piace, non c’è che dire, Kent Haruf. Tornare per la quarta volta ad Holt (dopo la trilogia della pianura) è stato per me come tornare a casa dopo un lungo viaggio. Addie e Louis sono forse i due personaggi, fra tutti quelli che ho conosciuto, che ricorderò con più affetto, ma anche con tanta rabbia. Se da un lato la loro platonica storia d’amore mi ha coinvolto per la dolcezza e la semplicità con cui è stata raccontata, dall’altro il dialogo che ad un certo punto ha coinvolto madre figlio e amico è stato di una cattiveria così lucida ed irreversibile come raramente avevo riscontrato prima. Parole semplici, ma di una durezza infinita, tali da farmi capire che Holt non è quella terra promessa che credevo, ma un lembo di mondo con tutte le meschinità che lo caratterizzano quando s’impone la presenza dell’uomo. Ma un filo di speranza alla fine ci soccorre e ci illumina.

R: Crepuscolo - Kent Haruf

Ancora storie semplici di personaggi semplici al centro degli Stati Uniti, nell’immaginaria contea di Holt dove, pur non esistendo, lo scrittore Alessandro Piperno scrive che sarebbe pronto a trasferirsi.
Dei precedenti personaggi di Benedizione e Canto della pianura ritroviamo i fratelli Harold e Raymond McPheron con la loro “quasi figlia” Victoria, che però, com’è giusto, in questo romanzo intraprende una sua vita autonoma, pur restando sempre molto legata a chi per lei è stato più di una mamma. L’immutabile e piatta pianura con i suoi rigori invernali, i suoi profumi primaverili, i suoi forti odori estivi e gli splendenti colori autunnali, resta sempre l’indiscussa protagonista della narrazione di Haruf che, magistralmente, ti fa sembrare di essere lì. E’ incredibile come nella semplicità della descrizione delle cose visibili ed invisibili, riesca sempre a renderle importanti e vive. DJ, il ragazzino che accudisce il nonno ed il malvagio e irrecuperabile Hoyt sono i due nuovi personaggi che più mi hanno colpito oltre ovviamente alla bella Rose Tyler, la cui storia ad un certo punto si intreccia con quella dei fratelli McPheron. Sto scrivendo questa recensione ascoltando la “Pastorale” di Beethoven, alla quale il traduttore Fabio Cremonesi, cui va il grande merito di averci fatto conoscere questo scrittore, virtualmente accosta, questa parte della trilogia.

R: La ragazza del treno - Paula Hawkins

L’ho letto perché incuriosito dal grande successo che ha avuto, però mi ha deluso. L’ho trovato superficiale nella scrittura, modesto nella trama, leggero nei contenuti. Rachel mi è sembrata un’alcolista sui generis. Anna un’isterica anche un po’ cretina, Megan la classica vergine di seconda mano. Degli uomini meglio non parlarne, soprattutto dello psichiatra ruba femmine, al quale basta che le donne respirino. Oltretutto non l’ho neanche trovato tanto scorrevole ed avvincente.

La notte - Elie Wiesel

Con “Se questo è un uomo” di Primo Levi, lo considero un capolavoro assoluto della letteratura su quell’immane tragedia che è stata l’olocausto. Mi chiedo solo come sia possibile, dopo la pubblicazione ed il successo di un libro così, accettare passivamente che nel mondo sgorghino e prolifichino un po’ dappertutto rigurgiti fascisti e nazisti nell’indifferenza generale. Certo che trascorrere l’infanzia ad Auschwitz, Birkenau, Duna e Buchenwald e veder morire prima la sorellina e la madre, poi anche il padre; aver visto il corpo di migliaia di bambini come lui trasformarsi in volute di fumo, deve essere stata per il quindicenne Elie un’esperienza devastante. La centralità del racconto non sta però nella commovente e letterariamente sublime descrizione dell’accaduto, quanto nel parlare molto della rottura del suo rapporto fiduciario con Dio, nonostante fosse stato fin da bambino indirizzato alla vita religiosa. Per Elie ad Auschwitz Dio è morto. Scrive: “Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto”.

Franziska - Fulvio Tomizza

Una vera chicca questo romanzo di Tomizza, al quale riesce uno dei più toccanti ritratti letterari femminili della seconda metà del novecento. La storia, ricostruita dall’autore sulla base del ritrovamento di alcune lettere, si svolge principalmente fra le due guerre ed è ambientata in quella terra contesa da più parti che fu Trieste e il Carso triestino. Franziska, umile e generosa ragazza slovena s’innamora di Nino, un ricco ufficiale italiano di stanza a Trieste. Mille sono le difficoltà che i due incontrano presso le rispettive famiglie e comunità nel perseguire il loro rapporto amoroso, che pertanto rimane piuttosto platonico. Mentre la ragazza nella sua generosità sarebbe disposta a qualsiasi cosa pur di sposare il suo amato, non altrettanto si può dire dell’egoista Nino che pur innamorato non riesce a vincere quelle resistenze sociali, politiche e familiari, che gli si oppongono e che, alla fin fine fanno di lui il classico borghese piccolo piccolo, come direbbe Vincenzo Cerami.

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