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La strada di Swann
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Proust, Marcel - Proust, Marcel

La strada di Swann

Torino : Einaudi, 1990

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Leopoldo Roman
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Quando la scrittura diventa armonia. Non c’è pagina, non c’è descrizione, non c’è situazione che non sia poesia. Questo primo, dei sette libri della “Recherche”, descrive i ricordi del piccolo Marcel a Combray dove ha conosciuto Swann, protagonista di questa prima parte assieme alla sua incontrollabile amante Odette, poi divenuta moglie infedele, e la loro figlia Gilbert della quale Marcel s’innamora, ma non viene corrisposto. Non c’è continuità nel racconto perché i ricordi vanno e vengono. Ma sono proprio queste amnesie, questa discontinuità della memoria, i momenti più alti di questo capolavoro letterario. “Partito per raccontare l’esperienza della propria vita, si è trovato a poco a poco a investire altri domini ed a trasformare la realtà in una filosofia dell’esistenza”, ha scritto in una recensione Giovanni Raboni. L’opera oggetto di studio di psicanalisti e di psicologi, è caratterizzata da altissimi momenti di scrittura. Ci sono descrizioni fantastiche. Oltre a quelle celeberrime dei paesaggi francesi, quelle indimenticabili di alcune nature morte in interni. In particolare quella del mazzo d’asparagi sul tavolo, che è sublime. Vi risulteranno poi indimenticabili, l’incipit che è uno dei più famosi della letteratura mondiale e il finale della seconda parte “Un amore di Swann”, che è veramente sconcertante nella sua secca semplicità. Se qualche volta l’estenuante meticolosità di Proust nel descrivere praticamente ogni dettaglio ed ogni stato d’animo, vi porta quasi all’esasperazione, tenete duro perché ne vale la pena.

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